24/10/2019
09/10/2019

Cuciniamo sempre meno. Più carne e cibi green

Rapporto Coop sui consumi alimentari in Italia. Più cibo Made in Italy, meno bibite gasate. Al Sud dilagano i discount




Veloce, proteico e sostenibile.Tre parole per fotografare la tendenza di quest’anno al consumo di cibo degli italiani. Si evince dal nuovo Rapporto Coop che aggiorna ogni anno i nostri stili di vita nel quadro economico e sociale.


La ricerca registra anche le incertezze dovute alla contrazione del reddito procapite e all’insicurezza sociale e politica. L’italiano medio risulta essere così più pessimista dei suoi vicini europei, ma anche più consapevole dell’emergenza climatica, tanto da mettere in pratica una serie di buone abitudini green.

Si parte dall’attenzione crescente per la raccolta differenziata, l’acquisto di prodotti sostenibili e l’utilizzo di elettrodomestici a basso impatto energetico. E questo si riflette anche sulla dieta.

Mentre  il 68% degli italiani si ritiene favorevole ad aumentare il prezzo di prodotti confezionati in plastica monouso per disincentivarne l’acquisto, nello stesso tempo le preferenze a tavola sembrano orientarsi verso alimenti poco sostenibili, con il consumo procapite di carne che cresce del 3,5% rispetto all’anno precedente. E qui il merito spetta anche al dilagare delle diete iper-proteiche. Diminuisce invece l’appeal dei sostituti vegetali (-5%), che pure, a livello globale, vivono un momento d’oro.

Questo però non significa disinteressarsi alla qualità del cibo che portiamo in tavola. Anzi. Mentre aumenta la richiesta di informazioni che possano accertare la qualità del prodotto, è sempre più ricercato il 100% made in Italy, con indicazione d’origine in etichetta.

Nel Rapporto si notano diversi dati contrastanti. Da un lato scende il consumo di bibite gassate a vantaggio delle acque aromatizzate con un aumento della spesa riservata al fresco, verdure in testa, (+8%).

Dall’altro sempre più italiani scelgono piatti pronti già confezionati (+9,3%).

E nella stessa direzione si muovono l’aumento netto dell’utilizzo di servizi di cibo a domicilio (il 26% degli italiani ne fanno uso costante) e la crescita della spesa per la ristorazione extradomestica, riservata però a colazioni al bar e spuntini veloci.

Quel che è certo è che stare ai fornelli, nella cucina di casa, non è più un’abitudine trasversale e, in media, sono appena 37 i minuti dedicati quotidianamente a cucinare. E nel calderone del cibo pronto, è sempre il sushi a conquistare lo scettro: ben il 42% degli italiani si dichiara habitué del genere, e lo acquista nei corner dedicati dei supermercati.

Per quanto riguarda il vino, sono le bollicine italiane, prosecco e spumante, a farla da padroni, mentre aumenta il consumo di birra, con 7 milioni di ettolitri già acquistati nei primi 6 mesi del 2019.

Su tutte queste considerazioni continua a pesare il divario di consumi tra Nord e Sud della Penisola. 10mila euro è il differenziale di spesa annuale tra Nord-Ovest e Sud Italia, con potere d’acquisto che avvantaggia soprattutto le famiglie lombarde. E così al Sud dilagano i discount, che nel 2019 stanno aumentando per numero e capillarità.