26/01/2021
28/07/2011

Bossi: " I ministeri
restano al Nord"
Napolitano: " La
Capitale è Roma"

Dopo la lettera 'preoccupata' del Quirinale il leader della Lega Bossi risponde secco: "Napolitano non si preoccupi, i ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là". Napolitano: "Non è pensabile una capitale diffusa, c'è Roma"

Lapidario come sempre, Umberto Bossi risponde con veemenza alle preoccupazioni espresse ieri dal presidente Giorgio Napolitano, nella lettera inviata a Silvio Berlusconi, in merito al decentramento di alcuni ministeri.

“Napolitano non si preoccupi – ha detto il ministro leghista - i ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là, siamo convinti che il decentramento non sia solo una possibilità ma una opportunità per il Paese”.

Dichiarazioni, rilasciate al termine del Consiglio dei ministri di questa mattina, che sembrerebbero chiudere ogni possibilità di dialogo con il Colle.

Nel frattempo la lettera di Napolitano è stata integralmente pubblicata sul sito del Quirinale (leggi qui). Scorrendola si notano alcuni passaggi di rara durezza.

“Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 - peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale - hanno provveduto a istituire proprie ‘sedi distaccate di rappresentanza operativa’; ho appreso altresì che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell'economia e delle finanze (quest'ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre)… non è pensabile una capitale diffusa, c'è Roma”.

Tra le prime reazioni alle parole di Bossi quella del leader dell’Idv Antonio Di Pietro: “vogliamo presentare una mozione di sfiducia formale nei confronti dell'intero esecutivo, ma per farlo occorrono almeno sessantatre firme, dunque facciamo appello alle altre forze politiche e ai deputati che ancora hanno una dignità affinché si uniscano alla nostra battaglia a salvaguardia della democrazia e delle istituzioni”.