29/10/2020
01/08/2011

Asfissiati nella stiva
dai gas di scarico
Muoiono in 25

Identificati cinque scafisti. Una traversata finita tragicamente, l'ennesima. 25 migranti sono morti per asfissia, soffocati dai gas di scarico penetrati all’interno della stiva del barcone che li trasportava verso le coste italiane

Sono stati identificati dalla polizia 5 presunti scafisti che avrebbero condotto il barcone sul quale sono stati trovati 25 cadaveri. Sulle morti la procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta, ancora a carico di ignoti. Ipotizzati i reati di morte come conseguenza di altro reato, favoreggiamento
dell'immigrazione clandestina e omicidio. L'accusa di omicidio nasce dalla testimonianza di alcuni migranti che hanno raccontato che uno di loro è stato buttato in acqua da alcuni compagni di viaggio perchè era riuscito a uscire dalla stiva in cui erano tenuti rinchiusi i 25
migranti morti per asfissia. Soffocati dai gas di scarico penetrati all’interno della stiva.

L’imbarcazione, di circa 15 metri, aveva lanciato l’allarme ieri sera mentre si trovava 35 miglia al largo dell’isola di Lampedusa.

Due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza si erano dirette immediatamente sul posto per portare i primi soccorsi e per scortare la barca verso il porto dell’isola siciliana. Arrivati a un miglio da Lampedusa un guasto al motore ha costretto gli uomini delle motovedette a effettuare il trasbordo dei migranti per completare le operazioni.

A bordo c’erano 271 persone, tra cui 36 donne e 21 bambini, apparentemente tutte ammassate sul ponte. Purtroppo quella che in un primo momento sembrava essere stata una operazione di soccorso conclusasi nel migliore dei modi, si è improvvisamente trasformata in tragedia.

Concluso il trasferimento di tutte le persone il personale della Capitaneria di Porto è salito a bordo per una ispezione di routine. All’apertura della botola che immetteva nella sala macchine la macabra scoperta: 25 migranti senza vita, ammassati nel minuscolo locale trasformatosi in una vera e propria camera a gas a causa dei gas di scarico prodotti dal motore del barcone.

Secondo le prime testimonianze, raccolte tra i migranti sopravvissuti, gli uomini trovati nella sala macchine si erano imbarcati per primi e si erano infilati nel locale coperto attraverso la piccola botola di 50 cm. Poi sono saliti tutti gli altri. Durante la navigazione, resisi conto di quanto stava avvenendo, le persone nella stiva avrebbero tentato di uscire sul ponte ma gli altri occupanti non lo avrebbero consentito perché non ci sarebbe stato spazio sufficiente per tutti quanti.

Ovviamente è un’ipotesi tutta da verificare. L’unica certezza è che al già drammatico numero di vittime dei cosiddetti viaggi della speranza vanno aggiunte altre 25 persone.