26/01/2021
07/12/2009

Parla Fini

Il presidente della Camera chiede un'apertura sull'immigrazione: "sarebbe diverso se si parlasse di delitti in materia di immigrazione". Poi sulle critiche della Lega afferma: "Anche il presepe è pieno di extracomunitari"

"E' una sciocchezza dire che se gli immigrati potessero votare, voterebbero a sinistra". Cosi'
Gianfranco Fini, Presidente della Camera, intervenendo ad un dibattito con Pier Ferdinando Casini leader dell'Udc e Giuseppe Pisanu, nella sede della comunità di Capodarco che si occupa dell'accoglienza di persone diversamente abili, italiani e immigrati. L'obiettivo dell'incontro, dal titolo emblematico 'accoglienza, integrazione e diritto di cittadinanza. Un cammino possibile', è quello di sdoganare il tema dell'immigrazione.

L'ex leader di An ha spiegato che gli immigrati voterebbero a seconda delle convinzioni politiche. "E' un'ammissione di debolezza politica e culturale", ha aggiunto a proposito della convinzione, diffusa nella politica.
"Mi auguro davvero - ha proseguito Fini - che nel dibattito parlamentare sul cosiddetto processo breve cambi quello che attualmente c'è scritto: vale a dire che uno dei reati inclusi nella lista per cui non valgono le norme sulla durata determinata del processo sia quello in materia di immigrazione". Diverso sarebbe, secondo Fini, se la dizione fosse "delitti in materia di immigrazione" perchè "si tratta di reati infami come la messa in schiavitù e la tratta degli esseri umani".


Al contrario, ha ribadito Fini "è veramente inammissibile che in quell'elenco si metta il reato di immigrazione" che attualmente è punito con una ammenda o poco più". Il Presidente della Camera sostiene la necessità di "porre al centro del dibattito politico" il tema dell'immigrazione allo scopo di consentire a tutti di essere "pienamente integrati". Il patto, aggiunge pero', deve essere esteso perchè non riguarda solo gli stranieri ma "tutti gli emarginati e penso ad esempio ai disabili.


Fini fa anche un accenno di difesa nei confronti del Cardinale Tettamanzi, definito dalla Lega come un Imam, che fa politica.
Il ministro Roberto Calderoli aveva detto che l'arcivescovo di Milano "non parla ai milanesi", aggiungendo che "E' come mettere in Sicilia un sacerdote mafioso". E si era chiesto: "Perché Tettamanzi non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?"  "E' bello che si difendano le tradizioni, il crocifisso e il presepe ma, con una battuta ironica, dico che chi guarda il presepe vede che è pieno di extracomunitari". Fini ribadisce che "l'identità non è una fortezza sotto assedio, la nostra identità non preclusiva", e il fatto che le radici dell'Europa siano giudaico cristiane", non significa che oggi nella UE non ci siano altre identità".