25/01/2021
23/06/2011

Offensiva Pdl
contro le
intercettazioni

Rimandata a mercoledì prossimo la decisione alla Camera sulla richiesta di arresto di Alfonso Papa, il parlamentare della Pdl indagato nell'inchiesta sulla cosiddetta P4. E mentre si levano proteste tra le fila dell'opposizione, la maggioranza cerca un modo per arginare l’uso delle intercettazioni

Rimandata a mercoledì prossimo la decisione alla Camera sulla richiesta di arresto di Alfonso Papa, il parlamentare della Pdl indagato nell'inchiesta sulla cosiddetta P4. E mentre si levano proteste tra le fila dell'opposizione, la maggioranza cerca un modo per arginare l’uso delle intercettazioni.

Così si torna a parlare di un modo per evitare che le intercettazioni filtrino. Dal Pdl pensano ad una via legislativa per farlo. Si parla di blitz parlamentare, per approvare un provvedimento entro i 30 giorni che restano prima della pausa estiva.

Qualora non riuscisse il tentativo di blitz c’è sempre la via dei decreti legge tanto cari all’attuale esecutivo. Certo per passare il decreto ha bisogno di una maggioranza sicura è bisognerà vedere se la Lega sarà a favore di un provvedimento contro le intercettazioni, dal momento che Pontida ha dimostrato l’insofferenza crescente del ‘popolo padano’ per l'alleanza con il Cavaliere. Da non sottovalutare inoltre la posizione di grande prudenza da sempre manifestata in materia dalla Presidenza della Repubblica.

Senza il riconoscimento da parte del Quirinale dei requisiti di "necessità e urgenza" prescritti dalla Costituzione per i decreti legge, la firma di Napolitano e quindi l'entrata in vigore immediata della stretta sulle intercettazioni sarebbero tutt'altro che scontate. Così come non può essere dimenticata l'ultima dichiarazione del Capo dello Stato quando gli furono chieste notizie sul ddl intercettazioni approvato dal Senato: le sue parole allora certificarono il 'binario morto' intrapreso dal provvedimento al Senato.

Intanto sulla vicenda è intervenuto oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che punta il dito sui costi delle intercettazioni e lo fa intervenendo a una tavola rotonda di Confindustria sui costi della giustizia. “Tutte le intercettazioni che leggiamo oggi sui giornali, oltre a non essere penalmente rilevanti, non sono gratis. Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici é di un miliardo di euro”.