29/10/2020
05/11/2011

Genova: il giorno della rabbia
Napolitano: "capire le cause"

“Nessuno poteva prevedere”, dice il sindaco Marta Vincenzi, duramente contestata mentre girava per la città martoriata. Chiarezza invece chiede il Capo dello Stato, sulle cause del secondo disastro nel giro di dieci giorni. L'allerta resta alta

Se si vuol dare un orario al disastro, è più o meno quello delle tredici di ieri. Prima, tutta la notte e tutta la mattina, a Genova aveva piovuto quasi senza interruzione. Intorno alle tredici tre torrenti, Bisagno, Sturla e Fereggiano, fino ad allora imbrigliati nei canali urbani, straripano, e tre muri d'acqua, spinti dalla gravità, si muovono verso il mare, portando via tutto quello che incontrano. Lo scenario è quello visto qualche giorno prima nelle cinque terre devastate, solo che è nel centro affollato di una grande città.

In via Fereggiano, alle tredici e qualche minuto, l'onda di fango trascina, seppellisce e uccide sei persone. Donne e bambini. Angela Chiaromonte, era andata a prendere il figlio quindicenne, miracolosamente salvo. Giala Shpresa, 29 anni, cercava di raggiungere una qualsiasi porta con le due figlie piccole, Gioia, otto anni, Janissa, undici mesi. Evelina Pietranera, edicolante, anche lei cercava di correre in salvo. Serena costa, 19 anni, portata vi mentre andava a prendere il fratellino a scuola.

Insieme al tempo del lutto è anche l'ora di polemiche e accuse. A cosa è servito l'allarme massimo lanciato da giorni, per cui le Cinque Terre già fiaccate si sono mobilitate per l'evacuazione. Le scuole sono state aperte regolarmente, la gran parte della cittadinanza non ha avuto il tempo di rendersi conto del rischio. Soprattutto, come pensare ancora, a un anno e un mese esatto dall'alluvione che devastò Sestri Ponente, che si tratti di fenomeni imprevedibili, in una città percorsa da torrenti intombati e soffocati nel cemento?

“Nessuno poteva prevedere”, dice il sindaco Marta Vincenzi, contestata mentre girava per la città martoriata. Chiarezza invece chiede Napolitano, sulle cause del secondo disastro nel giro di dieci giorni.

Intanto la Procura di Genova ha aperto un fascicolo sulle sei vittime dell'alluvione che ha colpito il capoluogo ligure. “Si tratta - hanno spiegato in Procura - di un atto dovuto quando ci sono decessi per cause di morte non accertate”.  Al momento, quindi, non c'é alcuna ipotesi di reato.

Questa mattina la città si è risvegliata sotto un cielo grigio e con un forte vento di scirocco, ma al momento non piove. Deserte le strade, alle sette è scattato il divieto di circolazione a disposto dal sindaco dopo il violentissimo nubifragio di ieri.  Circolano soltanto mezzi di soccorso e delle forze dell'ordine, taxi e autobus ma anche qualche auto privata, che non ha rispettato il divieto.

Nelle zone più colpite dalla furia del torrente Fereggiano, quelle del quartiere Marassi, hanno lavorato per tutta la notte i vigili del fuoco e gli addetti alle fognature. Lungo tutta la strada sono ancora centinaia le auto presenti, trascinate e distrutte dalla piena, che le ha accatastate una sull'altra. Decine i negozi che hanno subito danni.

Intanto la pioggia si sposta. Un forte temporale si è abbattuto su Borghetto Vara e Brugnato. La pioggia battente sta portando via il fango delle strade e rappresenta una forte minaccia per le decine di frane che ancora si trovano nella zona alluvionata dal 25 ottobre scorso. Il secondo picco di pioggia è previsto nel pomeriggio.  E l’allerta resta alta.

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