25/01/2021
21/01/2011

Bossi “vada a riposare,
qui ci pensiamo noi”

Dal presidente della Repubblica al Papa è unanime il coro di chi chiede più rispetto per la morale. Per Benedetto XVI le istituzioni pubbliche devono "ritrovare la loro anima". E intanto Bossi consiglia a Berlusconi "di andare un po’ a riposare da qualche parte che qui ci pensiamo noi"

"Occorre nell'immediato scongiurare ulteriori esasperazioni e tensioni che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito e riconosciuto e suscitare un effetto di deprimente lontananza dallo sforzo che si richiede per superare le molteplici prove cui la comunità nazionale deve fare fronte". Nella giornata dell'informazione il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna sui temi che infiammano il dibattito politico di questi giorni. Non nomina il presidente del Consiglio ma il riferimento è chiaro.

"Un valido equilibrio è sempre indispensabile nel rapporto tra chi è costituzionalmente deputato ad esercitare il controllo di legalità e ha specificamente l'obbligo di esercitare l'azione penale, e chi è chiamato, nel quadro istituzionale e secondo le regole della Costituzione, a svolgere funzioni di rappresentanza democratica e di governo".

Napolitano suggerisce che nella Costituzione e nella legge ci sono tutti "i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere, insieme, le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo".  

Nello stesso momento è il Papa a chiedere alle istituzioni pubbliche di "ritrovare la loro anima". Nessun esplicito riferimento al caso Ruby, ma Benedetto XVI afferma "Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità è attraversato, al tempo stesso, dall'impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno. Si affaccia pertanto in molti la tentazione di pensare che le forze mobilitate per la difesa della società civile siano alla fine destinate all'insuccesso".
Intanto, il presidente della Conferenza episcopale italiano Bagnasco fa sapere che il consiglio permanente della Cei si occuperà lunedì del caso Ruby.

Poco fa, a margine del Consiglio dei Ministri, il leader del Carroccio Umberto Bossi ha consigliato al presidente del Consiglio "di andare un po’ a riposare da qualche parte che qui ci pensiamo noi". E sull'ipotesi di dimissioni del premier afferma: "si sa bene che quella cosa lì non la fa. È inutile chiedere cose che non servono a niente".  Poi Bossi dichiara che il richiamo del Papa è giusto perché “se certe cose non le dice lui chi deve dirle?”.

E Berlusconi? Oggi i suoi legali hanno confermato che il Premier non si presenterà ai pm milanesi. Domani faranno arrivare in Procura una nota in cui si spiegherà che il Cavaliere non si sottoporrà all’interrogatorio perché la competenza ad indagare non è dei pm di Milano ma del Tribunale dei Ministri.

Nel frattempo il Premier fa sapere che non ha nessuna intenzione di lasciare il governo: "se non ci fossero le condizioni per governare, chiederemo noi di andare a votare", avrebbe detto nel corso del Consiglio dei Ministri.