20/09/2018
25/04/2013

Terminate le consultazioni
Giornata di 'riflessione'

ROMA - Dopo una lunga giornata di consultazioni, Letta si prende una pausa di riflessione. Stamattina, colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Sono terminate in serata, con l’incontro in diretta web con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, le consultazioni del premier incaricato Enrico Letta che si dice soddisfatto: “Ho tratto da questa giornata lunga e intensa indicazioni molto utili e molto positive. La discussione con il Pdl è stata la più lunga. Penso che molte ore ci vorranno ancora. Le differenze ancora permangono, ma sono state due ore animate da spirito costruttivo”. Domani giornata di riflessione. Le mosse sono prudenti perché ci si muove sul terreno minato delle larghe intese tra partiti tra loro ostili. 

Nelle ultime ore qualche veto è stato rimosso. Il Pdl non farà crociate per ottenere il ministero dell'Interno e alla Giustizia ha già accettato un esponente Pd non giustizialista, Ma i nodi da sciogliere sono soprattutto legati al programma. Letta sta tentando di preparare un documento che sia sintesi condivisa tra le relazioni dei saggi e i punti presentati prima delle elezioni dai partiti che lo sosterranno. Dovrà essere un programma per almeno due anni di lavoro parlamentare. Sarà inserita anche la riforma di alcuni articoli della seconda parte della Costituzione. La questione è che il Pdl, per dare il via libera a Letta, chiede segnali chiari e comprensibili come l'abrogazione dell'imu, bandiera della campagna elettorale, mai ammainata. “Se non otterremo un cambio di rotta sulla politica fiscale - ripetono da palazzo Grazioli - i nostri elettori non capiranno l'appoggio a un governo presieduto dal vicesegretario Pd”. Sul punto però Scelta Civica e democratici non sono disposti a capitolazioni, se davvero si vuol far nascere un governo e non cominciare una nuova campagna elettorale.

I negoziati però sono già in fase molto avanzata. Berlusconi ha garantito a Napolitano, e in una telefonata anche a Letta, che non farà fallire il tentativo. Il Cavaliere sarà a Roma venerdì mattina, di ritorno dal viaggio in Texas. Nel tardo pomeriggio potrebbe incontrare Letta per siglare l'intesa finale su programma e squadra dei ministri.

Le Camere sono convocate per Lunedì e martedì quando il governo potrebbe presentarsi per la fiducia, il che significa che sabato o domenica il presidente del Consiglio incaricato dovrebbe recarsi al Quirinale con la lista dei ministri per il giuramento.

Ma vediamo nel dettaglio come è andata la giornata

“Auguri a Enrico Letta, ma noi staremo all'opposizione”. Così Nichi Vendola all'uscita dalle consultazioni col premier incaricato. Il leader di Sel ribadisce la linea: “Quella di Sel non è una fuga, non è un no pregiudiziale o alla persona, ma la prospettiva delle larghe intese è il contrario del patto che avevamo fatto con gli elettori, la nostra, comunque, sarà un'opposizione costruttiva e non populista. A chi, nel giorno della festa della liberazione, azzarda un parallelismo tra larghe intese e l'esperienza di allora del Comitato di Liberazione Nazionale, Vendola replica: “Nel Cln c'erano diversità enormi, forse inconciliabili, ma non c'erano i fascisti”.

Opposizione costruttiva promette anche Fratelli d'Italia: “Non crediamo alle fusioni a freddo, ma collaboreremo su alcuni temi, come quello del lavoro”. 

E non entrerà al governo nemmeno la Lega. “Probabile - spiega Maroni - che staremo anche noi all'opposizione, salvo miracoli”. La pregiudiziale è una risposta positiva di Letta ai temi cari al Carroccio, dalla macroregione del nord alle tasse. Poi Maroni marca le distanze da un'altra opposizione, quella dei 5 Stelle: “Noi non chiediamo nulla, loro fanno i duri e puri e pretendono le presidenze delle commissioni di garanzia: il nuovo che avanza chiede poltrone, nè più nè meno di quello che accadeva nella prima repubblica”.

Scelta Civica da invece piena disponibilità al presidente del Consiglio incaricato per far nascere il governo "attorno ad un programma serio che non faccia sconti a nessuno, a partire dal programma dei saggi e per affrontare le singole specifiche questioni”, dice il portavoce di Andrea Olivero.

Ultimi a recarsi a colloquio con il presidente incaricato i rappresentanti del Movimento di Beppe Grillo. Botta e riposta in diretta streaming tra Enrico Letta Vito Crimi e Roberta Lombardi sull'apertura dei rispettivi partiti verso la base. Il 'pretesto' è stata la questione dell'elezione del capo dello Stato: “Ancora non abbiamo capito perché non avete votato il nostro candidato”, ha chiesto la capogruppo alla Camera del M5S al premier incaricato. “Il nostro candidato presidente faceva parte della vostra lista, voi non l'avete voluto votare - ha spiegato Letta riferendosi a Prodi - I nostri parlamentari hanno valutato che quella scelta potesse essere una scelta per la convergenza. Nonostante fosse votato dai vostri iscritti ma non è andata così. Ma tutti dobbiamo riflettere su quello che è successo”. Letta, allora, ha incalzato i suoi interlocutori: “Rodotà è stato scelto da 4676 iscritti, il nostro candidato sindaco di Roma è stato scelto da 50mila iscritti. Vi suggerisco di non andare su questa strada, noi siamo quelli che abbiamo aperto alla partecipazione popolare”. Poi ha rivolto loro un appello: “Il mio appello è che ognuno è libero di scegliere l'atteggiamento da tenere sul voto di fiducia e sui provvedimenti, ma per il bene complessivo delle istituzioni e della richiesta di risposte dei cittadini, è bene che ci sia una volontà reciproca al dialogo". ''Ancora adesso non vediamo un vero cambiamento - ha replicato Vito Crimi - Non c'è l'ipotesi di squadra di governo di alto profilo e scollegata dalle logiche portate avanti fino ad adesso. Serve un governo il più possibile al di sopra delle parti''. Poi ha aggiunto: “Non vogliamo rimanere in un angolo a guardare''. Al termine dell’incontro la portavoce alla Camera Roberta Lombardi ha detto di essere più in sintonia con Letta che con Bersani perché "perché si è parlato di più di temi concreti".