25/01/2021
25/09/2012

La Polverini lascia e accusa

ROMA - Dopo le dimissioni della governatrice del Lazio Renata Polverini i partiti si interrogano sul futuro della Regione e anche il Parlamento stringe i tempi su nuove misure

Solidarietà dal segretario del Pdl Angelino Alfano: "Renata Polverini ha compiuto una scelta di grande dignità e di grande responsabilità, - ha detto - nonostante lei non abbia compiuto alcun atto né immorale né illegale e anzi abbia impresso un'accelerazione al percorso di riforma della Regione Lazio. Ha sfiduciato un Consiglio regionale che in alcune sue mortificanti individualità  aveva tinteggiato la politica del peggiore colore possibile".

Il segretario del Pd Bersani spera che adesso la politica si dia nuove regole: "Mi pare che la situazione sia arrivata a un punto insostenibile - ha detto - credo che la Polverini stessa abbia fatto un gesto che va comunque sottolineato". "Ora non faccia la Giovanna d'Arco - ha però aggiunto Bersani - Se siamo arrivati a una situazione di quel tipo è perché c'è stata una gestione di tutta  la vicenda che ha coinvolto il Pdl e non solo. Queste cose non possono succedere, bisogna mettere regole nuove".
 
Severo anche il giudizio di Matteo Renzi: "Da Renata Polverini nessun gesto eroico. Le dimissioni andavano date subito. Spero che il Pd faccia primarie per chi governerà la Regione e spero che sia il Pd a governare il Lazio". “Serve  il freedom of information act. Tutti devono sapere come vengono spesi i soldi mettendo i conti e le ricevute online".

“Le dimissioni della Polverini sono un atto dovuto, un successo dell'opposizione che le ha chieste e un segno del fallimento del centrodestra - è stato il commento di Massimo D'Alema - I fatti che le hanno generate richiedono una riflessione seria da parte di tutti i partiti". E a dire la sua in serata è stato anche il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: "Apprezziamo la scelta di buonsenso della presidente Polverini di fronte a una situazione che si era resa insostenibile. L'Udc ha partecipato con grande impegno e lealtà al lavoro della sua giunta, che in questi anni ha fatto cose importanti per i cittadini del Lazio".

E anche per il sindaco di Roma si tratta di un epilogo giusto. "E' la fiera dell'ipocrisia - ha detto Alemanno - Le dimissioni di Renata Polverini sono l'epilogo di una bruttissima vicenda. Un presidente di Regione, eletto dal popolo, senza neppure un avviso di garanzia - ha spiegato Alemanno - viene costretto a dimettersi dalle faide interne di partiti e da un'opposizione che, ancora una volta, ha dimostrato tutta la sua ipocrisia nello strumentalizzare una vicenda su cui il presidente della Regione non ha responsabilità".

Le dimissioni della presidente comporteranno le dimissioni anche di tutti gli assessori della giunta e lo scioglimento del Consiglio. Lo stabilisce l'articolo 44 dello statuto della Regione Lazio, che disciplina le "ulteriori cause di cessazione dalla carica di presidente". Giunta e Consiglio potranno continuare a riunirsi soltanto per l'ordinaria amministrazione.

Dal momento in cui le dimissioni di Renata Polverini diventano esecutive, scattano i 135 giorni previsti per legge: 90 giorni per indire le elezioni e 45 di campagna elettorale. La nuova tornata elettorale, a questo punto, si potrebbe svolgere da febbraio. È possibile però che il governo, anche per risparmiare, opti per un election-day accorpando le elezioni.