25/01/2021
20/10/2010

L’emendamento
retroattivo

Senato, in commissione arriva il via libera. A favore del provvedimento anche i finiani: «Processi sospesi per i fatti precedenti all'assunzione della carica». Bersani e Di Pietro all'attacco: «Vergogna, daremo battaglia con tutte le forze»

Con 15 voti a favore e 7 contrari è stato approvato l'emendamento del Pdl al lodo Alfano, che sancisce la retroattività delle norme contenute nel provvedimento per i processi  che riguardano le alte cariche dello Stato. A votare con la maggioranza anche i finiani.

Ma è già polemica perché  si legge nell'emendamento a firma del presidente della Commissione Giustizia, Carlo Vizzini: “I processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare”. Per l'opposizione si tratta di  “mostro giuridico”.  

Il segretario del partito democratico Pierluigi Bersani ha detto: “Viaggiamo ai limiti dell'assurdo. È indecoroso e vergognoso pensare di procedere ad una assoluzione per via parlamentare. Faremo barriera con tutte le forze che abbiamo”.

Secondo il leader Idv, Antonio Di Pietro, “è stato smascherato anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero ha appoggiato una norma che garantisce l'impunità al premier”. Siamo alla caduta della democrazia e dello stato di diritto. Facciamo un ultimo appello a Fini perché in Aula dica ai suoi parlamentari di non cedere al ricatto”.

Alle critiche dell'opposizione risponde Giulia Bongiorno, presidente Fli della Commissione Giustizia della Camera, che dice di non condividere “le polemiche sulla retroattività del lodo Alfano. Ed infatti, la finalità del cosiddetto lodo Alfano costituzionale - spiega - è quella di salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello Stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa nel caso in cui non venissero sospesi processi per fatti antecedenti all'assunzione della carica”.

Dal canto suo, la presidenza della Repubblica fa sapere: “A proposito della proposta di legge costituzionale sulla disciplina dei processi nei confronti delle alte cariche dello Stato in discussione alla I Commissione del Senato della Repubblica si ribadisce, come già affermato il 7 luglio scorso, che la Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell'una e nell'altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme, specialmente ove si tratti di proposte di natura costituzionale o di iniziativa parlamentare”.