24/10/2014
26/04/2011

Libia: gli aerei italiani
parteciperanno ai bombardamenti

Lo ha deciso il premier Silvio Berlusconi, dopo una telefonata con il presidente Obama. Contraria la Lega. Napolitano: "naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo"

Gli aerei italiani in Libia potranno bombardare. Silvio Berlusconi ha raccolto l'invito della Nato e, dopo una conversazione con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dichiarato l'intenzione di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica.

 La Lega boccia  l'iniziativa del premier. Il ministro Roberto Calderoli esprime il suo no e afferma: non so cosa significhi ulteriore flessibilità, ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla.

Per Italo Bocchino di Futuro e Libertà la dichiarazione di Calderoli sull'intervento italiano in Libia apre di fatto la crisi di governo.

Ma  Berlusconi non è preoccupato e si dice sicuro di convincere Bossi: gli spiegherò che non potevamo più tirarci indietro. Ma non cambia nulla nella nostra missione, attaccheremo solo carri armati e postazioni di artiglieria. Per autorizzare i bombardamenti non occorre un nuovo voto del Parlamento ma le Camere saranno comunque informate.


Interviene anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "L'ulteriore impegno dell'Italia in Libia annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento".