26/01/2021
10/06/2009

Una tenda a Roma

Primo giorno della visita di Stato del leader libico Gheddafi in Italia. Proteste dell'opposizione per l'intervento domani in Senato: "Vergogna far parlare un dittatore".

Una Roma blindata si appresta ad accogliere, tra curiosità e polemiche, il leader libico Gheddafi, nella sua prima storica visita di Stato in Italia.

Per il suo soggiorno è stata allestita la sua tenda beduina, dove alloggerà e riceverà gli ospiti. Tanti appuntamenti del leader, a cominciare dall'incontro con il Presidente della Repubblica, Napolitano. Poi quello col presidente del consiglio e col ministro degli esteri, Frattini. All'ordine del giorno, l'accordo italo-libico sulla politica dei respingimenti.

Ma tra i suoi impegni, fa discutere quello di domani, quando il Gheddafi interverrà in Senato. Vibranti le proteste mercoledì, in apertura di seduta del Senato. IdV, Radicali e Pd hanno fatto sentire la loro voce sollecitando una nuova Conferenza dei capigruppo per rivedere la decisione presa martedì, sempre dalla Capigruppo, sull'intervento in Aula di Gheddafi ed a svolgere in giornata un dibattito sull'opportunità o meno di ospitare in Aula il numero uno di Tripoli. Per alcuni senatori, il leader libico non rispetta nel suo Paese i diritti umani.

Il senatore dell'IdV, Stefano Pedica, ha dichiarato: "E' una vergogna far parlare un dittatore che non rispetta i diritti umani". "Si cerchino altri sedi", ha detto il senatore del Pd Paolo Giaretta. Per la maggioranza è intervenuto il senatore Giorgio Bornacin (Pdl) che ha parlato di "indignazione a telecomando": "Perchè - ha aggiunto Bornacin rivolgendosi a Pedica - non vi indignate verso la Cina? La vostra è solo speculazione politica".

E a Roma si annunciano numerose manifestazioni contro la visita di Gheddafi.