18/08/2019
21/03/2011

Clinton, Cameron, Sarkozy
incontro a tre

Questa mattina a Parigi Hillary Clinton, David Cameron e Nicolas Sarkozy avranno un incontro a tre un’ora prima del vertice internazionale sulla Libia indetto tra Ue, Lega Araba, Stati Uniti e Unione Africana. L'equipaggio del rimorchiatore "Asso 22" ancora in ostaggio. Voci sulla morte di uno dei figli di Gheddafi

Operazione “Odissey Dawn”, terzo giorno. Già da questa mattina presto sono riprese le operazioni aeree sulla Libia, come ha riferito il ministro della Difesa francese.

E da ieri sera anche i Tornado italiani partecipano attivamente alle operazioni belliche. La loro missione è quella di mettere fuori uso i sistemi radar libici. I 6 Tornado si sono alzati in volo dall'aeroporto di Trapani Birgi ieri sera alle 20. Obiettivi raggiunti?  “Tocca al comando militare rilevare se effettivamente i Tornado italiani hanno colpito l’obiettivo, non tocca a me e comunque non lo direi”. Parola del ministro della Difesa Ignazio La Russa intervistato questa mattina da Maurizio Belpietro per Canale 5. “Gli aerei utilizzati – ha continuato - sono di una tipologia che consente di colpire i radar, non hanno bombe dirompenti”.

 E la conferma di missione compiuta arriva poco dopo per bocca del colonnello Mauro Gabetta, comandante del 37esimo stormo della base militare di Trapani: “la missione è stata realizzata positivamente e gli obiettivi raggiunti. L’operazione condotta dai nostri velivoli nei pressi di Bengasi, è stata un’operazione di soppressione delle difese aeree avversarie”.

Poi La Russa ha parlato anche della vicenda del rimorchiatore italiano “Asso 22” che da sabato è in mano a una banda di uomini armati. A bordo lo ricordiamo 8 italiani, 2 indiani e un marinaio ucraino. Tutto quello che si sa è che l’equipaggio è sempre a bordo e l’imbarcazione va “verso ovest, ma non sappiamo dove siano veramente diretti perché stanno zig zagando” ha detto il ministro della Difesa. Un portavoce della società armatrice, l’Augusta Off Shore di Napoli, ha riferito che il rimorchiatore è costantemente monitorato dai sistemi satellitari.
 
Sul fronte dei combattimenti è stato confermato l'attacco al complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza di Muammar Gheddafi. Ma il Pentagono si affretta a specificare che il colonnello "non è nella lista degli obiettivi".
Secondo testimonianze raccolte dalla Bbc, gli scontri sono proseguiti a Bengasi nonostante i raid aerei della coalizione e l'annunciato cessate il fuoco di Gheddafi: un testimone sul posto ha segnalato l'uso di granate, colpi di mortaio e artiglieria leggera durante la battaglia tra ribelli e forze pro-Gheddafi.
Come sempre in questi casi quello che non è chiaro è se ci siano e quante siano le vittime civili. La Francia in un comunicato ufficiale fa sapere che “non ci risultano vittime civili”. Fonti ufficiali libiche parlano invece di numerosi morti causati dai bombardamenti degli aerei della coalizione.

Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato che nei prossimi giorni passeranno il comando dell'operazione. Il presidente americano Barack Obama vuole consegnare l'incarico di guidare l'intervento militare alla Nato o ai franco-britannici, per non gravare troppo sulle forze armate statunitensi, già impegnate in due conflitti. Il Segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha dichiarato: "Continueremo a sostenere la coalizione, saremo partner della coalizione, avremo un ruolo nella coalizione, ma non avremo un ruolo di spicco".

Ruolo di spicco che l’Italia sembra non avere, almeno politicamente. Le nostre basi sono indispensabili per le azioni belliche della coalizione ma quando si tratta di prendere decisioni di vertice veniamo lasciati fuori.
Come accadrà questa mattina a Parigi quando Clinton, Cameron e Sarkozy avranno un incontro a tre un’ora prima del vertice internazionale sulla Libia indetto tra Ue, Lega Araba, Stati Uniti e Unione Africana.

E a proposito della Lega Araba e della sua posizione fortemente critica sulle modalità d’intervento in Libia, il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto: "Confido che nelle prossime ore si ripristini un rapporto di collaborazione con la Lega Araba che per noi è assolutamente necessario".
Per il titolare della Farnesina, i dubbi del segretario generale della Lega Araba Amr Mussa si riferiscono "alle modalità della prima fase dell'attacco da parte francese, ma non ha rinnegato la decisione presa della necessità di una no-fly zone sul paese di Gheddafi”.