25/01/2021
19/05/2011

Non lasceremo la città
nelle mani di un matto

“I milanesi non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà non la lasciamo ad un matto (Giuliano Pisapia candidato del Centro Sinistra ndr) che vuole riempirla di moschee e zingari". E' il Bossi-pensiero, esternato ai giornalisti, al termine del faccia a faccia con Berlusconi

Era stato presentato come un faccia a faccia tra Berlusconi e Bossi, un confronto voluto dal senatur per discutere con il cavaliere un piano strategico per affrontare le difficoltà che il governo e i suoi alleati si trovano a fronteggiare all’indomani del voto. Difficoltà che arrivano soprattutto dall’amato Nord. In realtà si è trattato di un “tre contro uno”. All’incontro erano infatti presenti anche il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, e il capo del dicastero economico Giulio Tremonti.
Che cosa si siano detti non lo sappiamo, ma è chiaro che al centro dell’incontro c’era la ‘questione milanese’. Una sconfitta del Centro Destra al ballottaggio per la scelta del sindaco della ‘capitale del Nord’ potrebbe avere conseguenze catastrofiche sui rapporti tra Lega e Pdl e conseguentemente sulla tenuta del governo.

E proprio su Milano si sono concentrate le parole di Umberto Bossi che all’uscita da Palazzo Chigi si è soffermato con i giornalisti.
“I milanesi non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà non la lasciamo ad un matto (Giuliano Pisapia candidato del Centro Sinistra ndr) che vuole riempirla di moschee e zingari". Sull’incontro con Berlusconi ha detto che è andato bene ma “Il governo non può non fare niente. Bisogna fare delle scelte, anche noi abbiamo fatto degli errori”.

Il cavaliere intanto è alle prese con le nuove grane causate dall’atteggiamento poco ‘responsabile’ di 12 deputati di Iniziativa Responsabile la cui assenza in Aula ieri, insieme a quella di numerosi onorevoli del Pdl, ha fatto si che la maggioranza andasse sotto in ben 5 votazioni. Immediato il richiamo all’ordine del premier che, nel corso del Consiglio dei ministri, avrebbe detto che episodi come quello di ieri sono marginali, ma sono incidenti che vengono enfatizzati dai media e strumentalizzati dalle opposizioni. Per questo è opportuno fare di tutto per evitare assenze.

Sul fronte elettorale Letizia Moratti ha fatto sapere in una conferenza stampa che non si pone minimamente il problema del ballottaggio con Pisapia perché “sono sindaco di questa città e ho il mandato degli elettori e ho il dovere di continuare a lavorare per dare risposte che ci chiedono i cittadini". Alla domanda su come intende recuperare i quasi 50 mila voti che la distanziavano dal contendente si è limitata a rispondere: “lavorando”.

Per quanto riguarda alleanze e apparentamenti i leader del Terzo Polo Fini Casini e Rutelli, hanno comunicato ufficialmente che a Milano e Napoli non ci saranno “indicazioni esplicite di appoggio ad alcun candidato”.