25/01/2021
13/04/2012

Rosy Mauro: "il rancore
ha prevalso sulla verità"

E' il laconico commento della vicepresidente del Senato espulsa dalla Lega insieme all'ex tesoriere Belsito. Salvo Renzo Bossi perché ritenute sufficienti le sue dimissioni da consigliere regionale della Lombardia. Intanto l'inchiesta va avanti senza sosta

“Se si   accerterà  davvero   che  qualcuno  della  mia  famiglia  ha  preso  soldi  della  Lega  farò  un  assegno  per  rimborsare  l'intero  importo”,  avrebbe  detto  Bossi  nel corso del drammatico consiglio  federale  del  Carroccio,  che   ha  deciso  l'espulsione  dal  partito   di  Rosy  Mauro  e  dell'ex-tesoriere  Francesco  Belsito. Salvo il giovane Renzo Bossi perché sono state ritenute  sufficienti  le  sue  dimissioni  da  consigliere  regionale  della  Lombardia.

L'espulsione  della  Mauro  è  stata  decisa  dopo  che  la  vicepresidente  del  Senato  ha  ribadito  di  non  voler  lasciare,  nonostante  Bossi  glielo  avesse  chiesto  nuovamente  e  dopo  un  aut  aut  di  Maroni:  “o  fuori  lei  o  me  ne  vado  io”, avrebbe detto il ‘triumviro” padano.

Circostanza confermata, all’uscita dalla sede di via Bellerio, dalla stessa Rosy Mauro che non si è sottratta alle domande dei giornalisti in attesa: “Il rancore  è  prevalso  sulla  verità”. Qualcuno le chiede se ora lascerà la vicepresidenza del Senato: “valuterò tutto, si fa un passo alla volta” la sua risposta.

E  passi  avanti  fa  anche  l'inchiesta  sulle   distrazioni  dei    fondi  della  Lega.  La  procura  di  Milano  sta  approfondendo  anche  alcune    intercettazioni  che  tirano   in  ballo  Calderoli,  uno  dei  triumviri  che  hanno  la  reggenza  del  partito.   Anche  l'ex-ministro  potrebbe  aver   ricevuto  una  parte  dei  fondi. “Sono  a  disposizione  si  accerti  la  verità”,  è  quanto  dichiarato  dall’ex ministro per la Semplificazione. 

Navigazione a vista per il partito padano. L’unico punto fermo in questo momento sembra essere il congresso federale, fissato  al  30  giugno  e  primo  luglio, che  non  si  riunisce  da  12  anni  e che probabilmente sancirà la fine dell’era Bossi e l’inizio del regno di Bobo ‘Barbarossa’ Maroni.