29/10/2020
03/03/2012

L'attesa

Per la famiglia di Rossella Urru sarà una lunga notte insonne. E' giallo sul rilascio della cooperante sequestrata con due spagnoli in Algeria. Stretto riserbo della Farnesina. Secondo il quotidiano El Mundo i rapitori avrebbero chiesto un riscatto di 30 milioni di euro

urruA Samugheo questa mattina gli abitanti avevano già cominciato a festeggiare: verso le 14 un corteo di auto aveva invaso le strade suonando i clacson per la notizia. Rossella è finalmente libera. Ma è durato pochi minuti. Con il passare delle ore, nell'abitazione della famiglia Urru e in tutto il paese è di nuovo tornata l'atmosfera cupa come quella del 23 ottobre 2011 quando arrivò la notizia che la giovane cooperante sarda era stata rapita in Algeria.

“Anzi peggio di allora”, commentano alcuni amici e parenti che hanno avuto la possibilità di vedere i genitori di Rossella, Graziano e Marisa, ed il fratello Mauro. Dalla gioia iniziale di stamane alla doccia fredda delle ore successive, con la mancata conferma ufficiale. Notizie contraddittorie che si sono rincorse per tutta la giornata con annunci di liberazione seguiti da immediate smentite.

“Fino a che la notizia non sarà verificata - le verifiche sono in corso - essa va considerata come non veritiera", ha diciarato Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze del ministro degli Esteri appena rientrata da una missione in Mauritania per accelerare la liberazione della cooperante.

Il ministro degli Esteri spagnolo, Jose' Manuel Garcia-Margallo, si era recato oggi a Bamako, in Mali per informarsi della situazione dei due connazionali rapiti insieme alla Urru. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo 'Jama'at tawhid wa al-Jihad fi Afriqiya al-Gharbiya', il gruppo dissidente di al Qaeda che ha rivendicato il rapimento dei tre cooperanti, avrebbe chiesto 30 milioni di euro di riscatto.