29/10/2020
26/03/2010

Raiperunanotte
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Sono stati più di 700.000 i contatti avuti alla pagina web della diretta Tg3 con centinaia di messaggi arrivati alla nostra redazione web.

Sono stati più di 700.000 i contatti avuti alla pagina web della diretta Tg3 con centinaia di messaggi arrivati alla nostra redazione web.

Marco: “sì ad un'Italia democratica e rispettosa delle persone e dell'informazione”.
Verusca: “Grazie di cuore!! ho gioito e mi sono emozionata dagli States!”.
Virginia: “Un grazie di cuore al tg3! bello vedere un Tg vicino ai cittadini ed all'informazione”.
Isabella: “Grazie x le bellissime emozioni. Siete riusciti a farmi nuovamente sperare x una Italia migliore dove tutti abbiano la possibilità di fare informazione perchè in democrazia è così che funziona”.

A Bologna erano collegate 150 piazze d'Italia grazie radio, tv locali, canali satellitari e digitali. Santoro ha parlato "del più grande evento del web contemporaneo" con oltre 120 mila accessi contemporanei alla diretta su internet. Fra gli ospiti: Marco Travaglio, Gad Lerner, Giovanni Floris, Riccardo Iacona, Vauro, Daniele Luttazzi, Antonello Venditti, Elio e le storie tese, Morgan, Teresa de Sio.
Sono intervenuti con dei video registrati anche Milena Gabanelli, Roberto Benigni, Maurizio Crozza e il Trio Medusa.
Interpellato su questa trasmissione ai margini del Consiglio europeo che si svolgeva a Bruxelles, Berlusconi ha evitato di riaccendere le polemiche: "Preferisco non parlare di questo perche' dovrei essere molto severo". Ma poi, commentando la decisione di ieri  dell'Agcom di sanzionare Tg1 e Tg5 perche' troppo sbilanciati sul Pdl, ha aggiunto: "L'Autority sulle comunicazioni dovrebbe impegnare le sue forze per sanzionare trasmissioni come quelle mandate in onda da Santoro che sono veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro".
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani,  intervenendo in collegamento telefonico con Unomattina sul tema della par condicio ha invitato ironicamente il presidente del Consiglio ad avere "un atteggiamento meno ossessivo. Il premier - ha detto - non si accontenta mai" pur essendo ''ben piazzato nel sistema dell'informazione". Guardando allo stato dell'informazione in Italia Bersani ha poi sottolineato che "non siamo assolutamente a posto: ci sono pressioni indebite e non si è mai visto che in piena campagna elettorale si chiudono 4 giornali in un mese. Se al premier non piace una trasmissione - ha quindi concluso – può cambiare canale, come fanno tutti i cittadini. Ma non tolga agli italiani la possibilità di scegliere".