25/01/2021
03/07/2012

Monti, no altra manovra

ROMA – Il premier: “eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi”, “ misure strutturali in 3 fasi”. Stretta nella P.A.: via il 20% dei dirigenti e il 10% dei dipendenti. Sul piede di guerra i sindacati, preoccupazioni tra i partiti di maggioranza

montiLa spending review non è una manovra di finanza pubblica, ma una ‘operazione strutturale’ cheserve a recuperare gli oltre 4 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva a settembre. Così il premier Mario Monti, al tavolo con enti locali e parti sociali, ribadisce che il governo intende condurre un’operazione per evitare l'aumento dell'imposta e consegna agli interlocutori il piano del governo: taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze.

L'intenzione dell'esecutivo, è quello di “eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi”, evitando “tagli lineari guardando alle più alte priorità”, avrebbe detto Monti per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di vedere la carte ma hanno già fissato i loro paletti. “L' Italia è sorvegliata speciale nell'Eurozona”, aggiunge il vice ministro del tesoro, Vittorio Grilli. L'operazione ‘spending review’, ha spiegato Monti, sarà divisa in tre fasi. 

La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda con un decreto legge già probabilmente venerdì, la terza con un nuovo decreto per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. Intanto i ministri di spesa - quello della Sanità in testa, ma anche quelli dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia - sono sulle barricate.

Lo stesso i sindacati. “E’ evidente che se il governo pensa di procedere al taglio degli organici e alla riduzione dei servizi - dichiara Susanna Camusso - getta benzina su una situazione molto difficile”. E se fossero confermati i tagli agli organici della P.A., la Cgil è pronta allo sciopero. Giudizio negativo anche dagli Enti locali: “Disponibili a lavorare sui costi standard ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali”, per il presidente dell'Anci Graziano Delrio al termine dell'incontro con il governo. 

I partiti sono in allerta, in attesa di capire quali saranno le proposte del governo. Cresce l’incertezza delle forze di maggioranza che dovranno votare in parlamento le misure che Monti non intende negoziare. Alfano, Bersani e Casini si aspettano di essere convocati al più presto, probabilmente giovedì nell'immediata vigilia del consiglio dei Ministri. Il timore che nessuno dei tre leader manifesta in pubblico è che dietro l'espressione spending review si nasconda in sostanza una manovra correttiva. Nuovi sacrifici, tagli a regioni, sanità e mobilità per migliaia di dipendenti statali. Sulle barricate la Lega e Idv il cui deputato Barbato è stato espulso dall'Aula dal presidente Fini per turpiloquio.