03/12/2021
14/08/2012

Crolla la produzione industriale

ECONOMIA - Diffusi i dati di giugno relativi al settore industriale dei paesi dell'Unione Europea. Siamo all'ultimo posto con un 8 per cento in meno. Grande la preoccupazione di Confindustria che dice: "In queste condizioni i posti di lavoro non possono che continuare a scomparire"

Tanti, troppi segni meno per l'economia europea. Di una ripresa abbastanza forte da trascinarla fuori dalle secche della crisi non c'é ancora traccia. E il prezzo più alto di questo stallo rischia di pagarlo l'Italia. 

E la parola passa ai numeri, oggi quelli del pil, il termometro della crescita. Nei 17 paesi dell'euro nel secondo trimestre di quest'anno è diminuito dello 0,2 per cento. Mentre il raffronto con lo stesso trimestre del 2011 e' ancora peggiore: meno 0,4 per cento. Insomma, un anno trascorso inutilmente. Di maggiore ricchezza non se ne è vista.

D’altra parte è la logica conseguenza del motore principale, l'industria, che non tira. La produzione è scesa, sempre a giugno, dello 0,6 per cento e di oltre 2 punti rispetto a un anno prima. Fabbriche a ritmo ridotto, ordini che non arrivano soprattutto in Italia. Da noi la produzione industriale in 12 mesi è crollata infatti di oltre l'8 per cento. Molto più dei pur negativi risultati di Regno Unito e Francia.Tiene, nonostante tutto, la solita Germania con le sue ancora solide esportazioni e i suoi consumi.

Ma per noi l'orizzonte è sempre più oscuro. La Confindustria è preoccupatissima: “In queste condizioni i posti di lavoro non possono che continuare a scomparire, nonostante la già forte emorragia. E si rischia di perdere definitivamente interi pezzi del sistema produttivo”. C’é la paura di un autunno davvero caldo, come paventato nei giorni scorsi dal ministro Fornero. E poi se l'industria, l'economia e i consumi non si rimettono in moto, da dove arriveranno quelle risorse indispensabili a sanare i conti pubblici e ridurre il macigno del debito?