26/01/2021
04/08/2011

Berlusconi "Paese solido"
Bersani "Discorso lunare"

Dopo il discorso di Berlusconi ieri alle Camere, sullo stato dell’economia italiana, questa mattina c’era molta attesa all’apertura delle Borse per vedere se e in che direzione le parole del premier avrebbero influito sull’andamento del mercato finanziario

Dopo il discorso di Berlusconi ieri alle Camere, sullo stato dell’economia italiana, questa mattina c’era molta attesa all’apertura delle Borse per vedere se e in che direzione le parole del premier avrebbero influito sull’andamento del mercato finanziario.
 
Piazza Affari al momento fa registrare un avvio positivo. Il primo indice Ftse Mib segna una crescita dell’1,81%, l'Ftse It All-Share un aumento dell'1,69%.
Ovviamente la giornata è appena iniziata e bisognerà attendere almeno i dati di metà mattinata per capire quale potrebbe essere la tendenza e valutare se le parole del cavaliere abbiano avuto o meno effetto sul mercato, e se sì in quale direzione.

Ieri il cavaliere aveva posticipato il suo discorso alla Camera dei Deputati proprio per evitare di parlare a mercati ancora aperti. Una scelta condivisa anche dal leader del Pd Pier Luigi Bersani, che replicando a Berlusconi aveva ironicamente commentato: “o lei ha sbagliato discorso o ha sbagliato Parlamento. Siamo in una situazione che non si può descrivere con i cieli azzurri e qualche nuvola. L'unico merito del suo discorso è la scelta dell'orario che è stato fatto a Borse chiuse”.

Poi una stoccata al nuovo segretario del Pdl Angelino Alfano intervenuto poco prima e che aveva accusato il Partito Democratico di non avere avanzato proposte serie per il Paese: “noi le proposte le abbiamo, Ora vedrò Alfano e gliele spiego visto che dice che non ne abbiamo e secondo noi chi ha di più deve dare di più. Se volete ascoltarci le proposte le abbiamo, se serve il rigore sia doloroso ma intelligente ed equo. Davanti alle emergenze del Paese, noi siamo disposti, a fronte di un vostro passo indietro responsabile, a fare un passo avanti noi”.
 
Poco prima, nel suo intervento, l’ex ministro della Giustizia Alfano aveva ribadito un secco no a “fantomatici governi tecnici” ventilati da alcuni esponenti delle opposizioni e aveva attaccato il Partito Democratico: “autorevoli esponenti del Pd hanno detto che il governo deve dimettersi perché i mercati lo chiedono. Siamo sgomenti: ma da quando in qua sono i mercati a scegliere il governo o a stabilire che debbano andare a casa? E il popolo, ciascun cittadino, che ruolo ha nella vostra visione politica e del paese?. Per noi sono espressione della gente, del popolo che rappresentano. Per questo siamo contrari a fantomatici governi tecnici, contrari all'idea di piegare la democrazia alla tecnocrazia”.

Le elezioni anticipate sono l’unica soluzione per il leader Idv Antonio Di Pietro che individua un solo responsabile dei problemi del Paese: “il problema della crisi economica è Silvio Berlusconi, per questo il presidente della Repubblica deve sciogliere le Camere per andare a nuove elezioni”. Poi Di Pietro riesce anche a strappare un sorriso a un accigliato presidente del Consiglio: “Caro Silvio, ci fa o ci è? E' il suo governo che fa scappare gli investitori. Quando il Governo non funziona più bisogna votare. Napolitano faccia come Ciampi e Scalfaro, sciolga il Parlamento”.

Una proposta arriva dai banchi dell’Udc per bocca del suo leader Pier Ferdinando Casini: “abbiamo una manovra spalmata su più anni. chiediamo di anticipare con un decreto parti significative della manovra 2013-2014, per dare concretezza all'impegno assunto dall'Italia con la finanziaria di quest'anno”.

Insomma, il discorso di Berlusconi non ha per niente convinto (anzi) le opposizioni parlamentari. E questa non è una sorpresa. Quello che il cavaliere non poteva certamente aspettarsi sono le dichiarazioni arrivate dagli Usa e rilasciate all’agenzia Ansa da l’Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne.

“Sto con Giorgio Napolitano: è arrivato il momento della coesione. Non ci possiamo più permettere questa confusione. E' necessario avere una leadership più forte che ridia credibilità al Paese”. Poi l’attacco più duro e diretto: “non tocca a me fare nomi, non è il mio mestiere. Ma il mondo non capisce la nostra confusione, non capisce cosa accade in Italia e tutto ciò ci danneggia moltissimo. C'é chi ha compiuto anche scorrettezze nella sua vita quotidiana. In altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi immediatamente. Invece da noi non succede nulla”.