28/10/2020
28/02/2013

Drammatico incidente all'Ilva
Muore un operaio, grave un altro

TARANTO - Entrambi sono precipitati da un'altezza di 15 metri mentre si trovavano su una passerella. I due lavoratori erano stati chiamati per un pronto intervento alla colata. Interrotta la produzione. Proclamato uno sciopero unitario di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil

Drammatico incidente questa notte all’Ilva di Taranto. Un operaio di 42 anni, Ciro Moccia, è morto e un altro, Antonio Liti 45 anni dipendente di una ditta esterna, è rimasto gravemente ferito. Entrambi sono precipitati da un'altezza di 15 metri mentre si trovavano su una passerella. I due operai erano stati chiamati per un pronto intervento alla colata. L’Ilva ha interrotto la produzione in segno di cordoglio con le famiglie delle vittime. Moccia è morto sul colpo, mentre Lidi è rimasto ferito e attualmente è ricoverato con una prognosi di 40 giorni. Nella fabbrica è stato subito proclamato uno sciopero unitario di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, i sindacati dei metalmeccanici.

L’incidente di questa mattina è il terzo da ottobre all’Ilva di Taranto. Il 30 ottobre perse la vita un Claudio Marsella, rimasto schiacciato fra due convogli mentre effettuava una manovra di aggancio. Il 28 novembre, a causa di un tornado abbattutosi sullo stabilimento, morì Francesco Zaccaria inabissatosi in mare all’interno della cabina della gru sulla quale stava lavorando. 

Un inizio di anno tragico insomma sul fronte morti sul lavoro. Unico dato positivo è dato dal fatto che nel 2012 il trend di infortuni e morti è diminuito. “Al 31 dicembre 2012 ci risulta una cifra di 654 mila denunce di infortuni sul lavoro: ci sarà un assestamento di questi dati ma quello che possiamo anticipare è che si registra una riduzione di circa il 9% rispetto alle 726 mila denuncie del 2011”, spiega il direttore generale dell'Inail, Giuseppe Lucibello. Anche per quanto riguarda il numero dei morti si registra una diminuzione, ma parliamo sempre di cifre altissime e inaccettabili per un Paese che vuol chiamarsi civile. “Nel 2012 abbiamo registrato 820 casi mortali - spiega ancora il direttore generale dell'Inail - e anche se ricordo che dal punto di vista statistico dobbiamo aspettare 180 giorni dalla fine dell'anno, posso anticipare che sul fronte delle morti sul lavoro registriamo un ulteriore calo: stimiamo di non superare in ogni caso 870 incidenti mortali, con una flessione di almeno il 3%”. Al prossimo governo, qualunque esso sia, nonostante l'incertezza politica e l'emergenza economica, l'Inail chiede di mantenere la massima attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro: “Le priorità del welfare nell'ultimo periodo sono state probabilmente altre - spiega Lucibello - ma il prossimo governo deve rimettere al centro l'idea che investire in sicurezza conviene: per farlo però non bastano le risorse che abbiamo nel sistema”.