25/01/2021
15/09/2009

Roma, 19 settembre
Piazza del Popolo

Polemiche in Rai per lo slittamento di Ballarò. Il segretario del Pd: il 23 settembre non parteciperò a Porta a Porta. E Vespa risponde: «Motivazioni pretestuose».

Porta a Porta ma non Ballarò, poi salta Matrix, nella puntata dedicata alla libertà d'informazione, infine l'incertezza attorno a Travaglio ad Anno Zero, l'appuntamento di Michele Santoro che inizierà tra pochi giorni. E ancora Milena Gabanelli, di Report, che andrà in onda senza la tutela legale. Episodi e vicende che arrivano alla vigilia della manifestazione a favore della libertà di stampa, prevista per sabato 19 settembre a Roma. La manifestazione è stata indetta a piazza del Popolo dalla Federazione Nazionale della Stampa che questi episodi e queste vicende ha messo l'uno accanto all'altro per denunciare una situazione allarmante.  

E' pesante il clima per la libertà d'informazione e per il servizio pubblico radiotelevisivo, denuncia, infatti,  FNSI, e non solo. Da Rai a Mediaset. Dopo la decisione di rimandare la prima puntata di Ballarò per lasciare ampio spazio alla puntata di Porta a Porta, dedicata alla consegna delle prime case di Onna, nell'Abruzzo terremotato ( con ospite il premier, Silvio Berlusconi ) è di oggi la notizia che Mediaset, appunto, ha deciso di rinviare anche la trasmissione di approfondimento del Tg5, dedicata alla libertà di informazione.

"La Rai all’ultimo momento sposta Ballarò e Mediaset  per impreviste ragioni tecniche sposta Matrix: il polo Raiset si genuflette davanti al proprietario unico", commenta Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, avvalorando la tesi di un "oscuramento" tutto intorno al premier, illuminato solo dai riflettori di Porta a Porta.

Da San Macuto interviene il presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli: "La decisione, all'ultimo momento, di bloccare Ballarò contraddice il criterio di un palinsesto differenziato, volto a stabilire con il pubblico appuntamenti programmabili. Le due trasmissioni hanno sempre convissuto all'interno dei palinsesti delle rispettive Reti, e la deroga, specie se perentoria, costituirebbe un problema da dover prontamente risolvere". Del caso Ballarò si parlerà domani alle 12.45 nell'ufficio di presidenza della commissione. Sul tavolo le questioni "in via di soluzione o ancora aperte" nell'ambito dell'informazione, da Annozero, a Report, all'"ormai improcrastinabile e cruciale" assetto di RaiTre.
Mentre dalla maggioranza si leva invece la voce di Giorgio Lainati (Pdl), vicepresidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, secondo cui "a comando partono le denunce di presunte cancellazioni e oscuramenti ma sinceramente provocano solo la più assoluta indifferenza".

Il consigliere d'amministrazione Nino Rizzo Nervo, nei giorni scorsi, aveva chiamato in causa  il direttore generale Mauro Masi parlando di "un'azione di disturbo sulla terza rete che ha come fine la sua 'normalizzazione'. Qualcuno dovrebbe spiegare al direttore generale che non è più a Palazzo Chigi e che vi è una profonda differenza tra televisione pubblica e televisione di Stato".

Il cdr del Tg3 vede un attacco all'informazione della Rai: "La terza rete è sotto tiro, si tratta di un colpo durissimo ai principi di pluralismo che sono alla base del servizio pubblico".

Dall'opposizione, il segretario del PD, Dario Franceschini risponde all'invito di Bruno Vespa: "Porta a Porta - afferma Franceschini - sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d'Abruzzo. È un'operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo".