26/01/2021
10/11/2011

Monti: "In Italia
c'è un enorme
lavoro da fare"

Le misure più urgenti per l'ex Commissario europeo e probabile prossimo premier sono "aumento dell'età pensionabile e patrimoniale sui redditi più alti". Due misure che politicamente si bilanciano

“In Italia c'è un enorme lavoro fare”. Parole che suonano quasi ovvie, se a pronunciarle non fosse stato ieri Mario Monti a margine di un convegno a Berlino. Perché quell'enorme lavoro potrebbe essere chiamato lui stesso a compierlo.

Il professore, ex Commissario europeo, apprezzato economista, le idee ce le ha chiare, anche se per carattere e per ruolo, è abituato al riserbo. “Sono quattro mesi che lavora al programma” - rivela oggi un suo amico e collega, Giacomo Vaciago – “ormai è pronto, anche se nessuno – ironizza - ha avuto il coraggio di dirlo al presidente del Consiglio”.

In attesa dei dettagli, se mai sarà il caso di metterli in chiaro, le linee generali emergono da dichiarazioni e interviste. Nei giorni scorsi, interrogato sulle misure più urgenti, Monti ne aveva indicate due: aumento dell'età pensionabile e patrimoniale sui redditi più alti. Due misure che politicamente si bilanciano. La filosofia è comunque di stampo liberale.
 
“La crescita - ha detto ieri Monti - non si fa con ulteriori prestiti, insomma spendendo, ma rimuovendo gli ostacoli. Quindi con riforme strutturali che tolgano i privilegi alle categorie che ne hanno, e superino il vizio tutto italiano di proteggere la propria circoscrizione elettorale”.
 
Una linea chiara emerge anche sulle direttrici europee. “L'Italia non può ignorare le sua responsabilità di membro fondatore dell'Europa. Deve essere più coinvolta nell'asse fra Parigi e Berlino, deve avere maggior rispetto per la Germania, e soprattutto per quei valori che ne fanno una grande nazione: il fatto di essere più rigorosi, più costanti nel tempo, meno a breve termine, e più pazienti”.

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