25/01/2021
04/12/2011

Mario Monti vara il
“Decreto salva-Italia”

Stretta sulle pensioni. Subito tagli a costi politica. Premier: rinuncio al mio stipendio. Torna l'Ici e niente aumento Irpef. Iva sale da metà 2012. Una tantum su capitali scudati. Via giunte provinciali. Le lacrime della Fornero

monti“Il governo ha ricevuto il mandato” dal Parlamento ad “aiutare l'Italia a uscire da una crisi gravissima”, dice il premier Mario Monti che annuncia “Abbiamo accumulato in decenni gravi squilibri. Abbiamo adottato misure per ridurre da subito i costi della politica”. Il governo “ha preso misure significative contro l'evasione fiscale”, già in passato sono stati fatti simili interventi, ma “vedrete che i nostri provvedimenti sono piuttosto incisivi”, precisa Monti.

“Per certi aspetti abbiamo da tirare la cinghia e per altri mettiamo subito in opera meccanismi per la crescita dell'Italia”, dice il premier facendo riferimento a provvedimenti in favore di donne, giovani, per una migliore coesione territoriale e per lo sviluppo del mezzogiorno.

Il ministro del Welfare Elsa Fornero si commuove mentre spiega quella parte della manovra che riguarda il suo dicastero sul blocco della perequazione delle pensioni. “I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell'anno della sua introduzione da risparmi. E’ un meccanismo lungo. E allora abbiamo dovuto, e ci è costato anche psicologicamente, chiedere un sacr...”. Il ministro non riesce però a finire la frase per l’emozione.

Torna l'Ici-Imu sulla prima casa; stangata su auto di lusso, yacht e aerei; una tantum per i capitali scudati; stretta sulle pensioni; sgravi per le imprese. Sono i punti principali della manovra da 30 miliardi di euro, 12-13 mld di riduzione di spese e il resto di aumento delle entrate, varata dal consiglio dei ministri. E, a sorpresa, niente super-Irpef per l'aliquota massima del 43%, come invece risultava dalle bozze del decreto legge fino ad oggi pomeriggio. La manovra si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La parte relativa al mercato del lavoro dovrebbe essere affrontata in un secondo tempo Ecco tutti i provvedimenti approvati oggi dal consiglio dei ministri.

FISCO:

Fisco, niente aumento Irpef - Nessuno degli aumenti ipotizzati è stato approvato, né sull'aliquota del 41 né del 43%.
Torna l'Ici-Imu - Sulle prime case sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la rivalutazione delle rendite l'intervento vale 10-12 miliardi di euro. Aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case.
Tassa del lusso su auto, barche e aerei - Sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170); per i natanti si applicherà sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei varierà in base al peso.
Addizionali - Per le regioni è previsto un aumento dell'aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all'1,23%.
Accise sulla benzina - Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti: +1 cent al litro.
Una tantum sui capitali scudati - L'imposta è dell'1,5%.
Rincaro Iva - Da settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.
Tracciabilità da 1000 euro - Scende la soglia oltre la quale non è possibile pagare in contanti.
Conti correnti - Norme più efficaci per il controllo dei movimenti finanziari.
Bollo sui titoli - Arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari.

PENSIONI:

Pensioni, contributivo per tutti - Sarà esteso pro rata.
Addio alle finestre - Abolite le cosiddette finestre mobili che saranno assorbite nell'età effettiva di pensionamento. Le donne andranno in pensione di vecchiaia dal 2012 a 62 anni e nel 2018 a 66. L'età di 66 anni per la vecchiaia è prevista da subito anche per gli uomini. I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi; le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.
Abolite quote anzianità - Le quote per le uscite per la pensione di anzianità sono state abolite. Si uscirà solo con 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini.
Addio alla pensione d'anzianità, si chiamerà "anticipata" - Cambia la denominazione.
Perequazione assegni fino a 960 euro - La rivalutazione piena rispetto all'inflazione nel 2012 sarà prevista solo per le pensioni di importo doppio rispetto alla minima che è di 480 euro. Gli altri assegni saranno congelati.
Più contributi dagli autonomi e dagli agricoltori - Per artigiani e commercianti aumentano di 0,3 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22%. Verranno rideterminate anche le aliquote contributive pensionistiche nel settore agricoltura.
Penalizzazioni per chi esce prima dei 63 anni - Per chi esce in pensione anticipata (quindi con almeno 42 anni e 1 mese di contributi se uomini) prima dei 63 anni di età dal 2012 avrà una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo.
Contributo di solidarietà - Interesserà le pensioni più alte.

IMPRESE E SVILUPPO:

Patrimonializzazione - Arriva l'Ace, l'Aiuto alla Crescita Economica, una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sarà anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le pmi.
Sgravi Irap - Sarà possibile scontare dall'Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro. Per l'internazionalizzazione arriva il 'nuovo Ice'. Anche interventi per il risparmio energetico.
Garanzia dello Stato sulla passività delle banche - Il ministero dell'Economia "è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni".
Liberalizzazione dei farmaci di fascia C - Saranno venduti anche nelle parafarmacie. Nuove regole per l'apertura di farmacie: il numero delle autorizzazioni sarà stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4.000 abitanti.
Trasporti - In arrivo una apposita Autorità.

SPESA:

Enti locali - Tagli per 5 Miliardi. E' il contributo che pagheranno Regioni, Province e Comuni.
Ministri, niente doppio stipendio - Vale anche per i sottosegretari.
Province, cambia organizzazione - Ridotti membri dei consigli, eliminate le giunte.
Via Inpdap e Enpals - Sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all' Inps.
Scure su autorità - Dalla Consob all'Antitrust è previsto un calo del numero dei componenti.