29/10/2020
19/04/2012

Casa Calderoli

ROMA - L’ex ministro leghista per la Semplificazione: “Verso 3mila euro al mese e mi pago le spese”. I 90 mila euro spesi in un anno da Reguzzoni quando era capogruppo alla Camera

caldL'ultimo episodio della telenovela leghista ha per sfondo il Gianicolo, colle dove è ubicato l’appartamento romano di Roberto Calderoli, e pagato -  dicono gli atti dell'inchiesta sulla Lega - con i rimborsi elettorali del Carroccio. “Siamo all'incredibile. Si viene infangati per aver fatto il proprio dovere, per aver lavorato e tanto. E tutto questo senza aver mai preso un euro di stipendio, per aver lavorato sette giorni su sette, tutte le settimane dell'anno. Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2.200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3.000 euro alla Lega Nord”. 

 “Come ho già spiegato - prosegue Calderoli - da 10 anni svolgo l'incarico di coordinatore, che mi ha portato a lavorare quasi sette giorni alla settimana, tutte le settimane dell'anno, feste, sabati e domeniche compresi, con una media di quasi 100mila km l'anno. Per questo lavoro non ho mai percepito indennità e per anni il movimento mi ha soltanto riconosciuto un rimborso per le spese sostenute, rimborso che stato costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso. Tutto quanto da me dichiarato - conclude l’ex ministro - è dimostrabile e tutto questo è noto anche l'attuale segretario amministrativo della Lega Nord”.  

Questa scabrosa storia fatta di fondi pubblici usati per scopi molto privati come: macchine, case, diamanti e lingotti d’oro, sembra ancora lontana dalla fine. In questa atmosfera da regolamento di conti Gianluca Pini, deputato leghista e maroniano di ferro, prende di mira Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, fedelissimo di Bossi.  “Quando scopro – accusa Pini - che il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo qualcuno mi deve giustificare come cavolo son stati spesi”.
 

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