25/01/2021
15/09/2009

Fini non tace
"E' un attacco mafioso"

Nuovo attacco del direttore del Giornale contro il presidente della Camera: "Oggi tocca a Berlusconi ma domani potrebbe toccare anche a lui". L'avvocato Bongiorno ha presentato la denuncia contro il giornalista

Due attacchi in meno di una settimana. Sono quelli messi in atto dal direttore del Giornale Vittorio Feltri contro il presidente della Camera Gianfranco Fini. Nel primo Feltri apostrofava Fini come "compagno" "vergognoso" e "ridicolo". Stavolta il direttore del quotidiano della famiglia Berlusconi cita un dossier contro la terza carica dello Stato e uomini a lui vicini in merito a incontri con squillo in sedi istituzionali.

Il "fondo" è intitolato "Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento", poi un secondo titolo: "Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl". I toni sembrano quelli di una minaccia di Feltri nei confronti di Fini: "Non gli è permesso di tenere un piede nella maggioranza e uno nell’opposizione. Deve risolversi subito". "E si ricordi che bocciato un lodo Alfano se ne approva un altro, modificato, e lo si manda immediatamente in vigore. Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano su teoremi". "Perchè - prosegue Feltri - oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. È sufficiente, per dire, ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme".  "Inoltre, valuti Fini, che se la Lega si scoccia e ritira la sua delegazione, il voto anticipato è inevitabile. Allora per lui, in bilico tra destra e sinistra, sarebbe una spiacevole complicazione".

Non si fanno attendere le reazione. Fini afferma seccamente: "È una minaccia in stile mafioso". La risposta arriva da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e legale di Fini e. "Inserire in un articolo che si riferisce a vicende politiche e al presidente Gianfranco Fini una allusione generica ad un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse che riguarderebbero personaggi di Alleanza Nazionale, è un fatto gravissimo che lede la reputazione del Presidente della Camera dei Deputati. Valuteremo quali iniziative assumere in sede giudiziaria". E "dando seguito al mandato ricevuto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stata presentata querela contro il direttore del giornale Vittorio Feltri".


E il Pdl si spacca. Il ministro La Russa accusa: "Stiamo cedendo all'imbarbarimento della politica", richiamando Daniele Capezzone che si era schierato a favore di Feltri.  E il deputato del Pdl, Benedetto Della Vedova: "Forse devo rileggere bene, ma per come l'ho capito io si passa dal giornalismo ad altro: se si ha una notizia la si scrive, altrimenti no, ma ammonire qualcuno perché stia zitto non è giornalismo, né giornalismo di inchiesta: fatico a capire. Feltri è un grande giornalista e il finale del suo pezzo di oggi non l'ho capito perché non è da grande giornalista ammonire, non è nè una notizia né un'opinione".
Dal canto suo, Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl esclude che per il momento si pensi a dare vita ad un altro gruppo parlamentare, perchè "la situazione è difficile, non possiamo permetterci rotture. Siamo tutti convinti che questo è il miglior governo possibile, che la Lega è un ottimo alleato, che Berlusconi è l’uomo giusto per guidare il Paese. Ma diciamo anche - aggiunge - che Fini non è affatto solo, ha rapporti internazionali che sono sotto gli occhi di tutti, ha un patrimonio di voti e una struttura da cui non si prescinde".