26/01/2021
27/04/2011

La Russa, “Pronti 8 aerei”
Maroni, "Premier sbaglia"

Dopo il vertice italo-francese è bufera nella maggioranza. Raid in Libia, la Lega prima gela Berlusconi, poi il Carroccio smorza le tensioni:"siamo d'accordo con il governo". Il Pd: "Serve verifica in Parlamento"

silvio“I velivoli e gli equipaggi sono già pronti e al termine di questa informativa saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati” nei bombardamenti mirati sulla Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nelle sue comunicazioni davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato. E' “assolutamente necessario - ha dichiarato il ministro - mantenere una forte pressione su Gheddafi anche attraverso una credibile azione militare”.  Saranno sempre 12, come adesso, i velivoli italiani messi a disposizione della Nato per le operazioni militari in Libia, ma 8 di questi potranno bombardare o lanciare i missili di cui sono dotati. “A giorni - ha specificato La Russa - l'Italia invierà in Libia 10 istruttori militari da inserire nella costituenda struttura di comando del Cnt, insieme a un pari numero di istruttori inglesi e francesi”.

L’improvviso disco verde all’intervento militare in Libia spacca la maggioranza. Slitta alla prossima settimana il Consiglio dei ministri. Aumentano le tensioni con la Lega Nord mentre dure critiche a Berlusconi arrivano persino dalla stampa solitamente amica, come Libero e Padania.

Duro l’attacco dell’organo della Lega all’atteggiamento del presidente del Consiglio “supino di fronte alle richieste” dei francesi durante il vertice intergovernativo di ieri. La Padania, riferisce della “irritazione (a dir poco)” mostrata da Umberto Bossi. I francesi si sono presentati “arroganti” all'incontro, ha commentato il leader leghista. Nicolas Sarkozy urlava: “io voglio questo io voglio quello”. “Berlusconi pensava che dicendo sì a tutto potesse acquisire un nuovo peso internazionale”, ha osservato Bossi.  “Ma è il contrario. Non è bombardando dei poveracci in Libia che si conta di più. Sei forte solo quando sai dire anche no”. Ad accendere ancora di più la rabbia del “senatùr” è il comportamento del premier nei confronti di “alcuni tra i migliori ministri come Giulio Tremonti e Roberto Maroni”. “Ha fatto far loro figura dei cioccolatai”, dice Bossi che paventa tempi ancora più difficili per il Paese. “Dopo le dichiarazioni di Berlusconi, Gheddafi ci riempirà di clandestini”.

Sulla telefonata con il presidente Napolitano, il quotidiano leghista scrive che il leader del Carroccio ha “raccontato la propria posizione” al Capo dello Stato. “Il Consiglio dei ministri non ha mai detto sì ai bombardamenti”. “ Le scelte del premier - si legge - non sono state nè annunciate, nè discusse e tantomeno vi è stato su di esse il semaforo verde del Carroccio, che è alleato fedele e responsabile non certo cieco e sordo passacarte di qualsiasi stravaganza”.

Prova a gettare acqua sul fuoco Ignazio La Russa “non bisogna drammatizzare”, perché “La Lega non ha fatto mai mancare un voto”. A differenza del Governo Prodi, il nostro Governo non ha mai avuto un contrasto in termini di voti su un problema di politica internazionale”. Certo anch'io - ha aggiunto il ministro della Difesa  - avrei preferito che non ci fosse questa diversità di opinioni, ma quello che conterà alla fine sarà la capacità del Governo di rimanere unito e coeso”.

I caccia italiani impiegheranno il proprio armamento in Libia “solo contro obiettivi chiaramente identificabili come militari, altrimenti non potremmo utilizzare i nostri assetti”. Ha ribadito La Russa “Un rischio che c'era già” perché finora gli aerei italiani hanno fornito copertura a quelli degli altri Paesi che effettuavano i bombardamenti e “non è che partecipare ad una missione con il ruolo di coprire quelli che utilizzavano i missili fosse eticamente diverso da quello che facciamo adesso”.

“Davanti a contingenze così rilevanti non abbiamo una maggioranza, nè un governo che tiene la barra. E pertanto bisognerà riverificare in parlamento lo stato delle cose” dichiara Pier Luigi Bersani. “Se fossi io presidente del Consiglio, di fronte a una situazione come quella in Libia -prosegue il segretario Pd - prima di tutto verificherei di avere una maggioranza, perchè non si fanno delle scelte senza una maggioranza di governo”.