29/10/2020
24/07/2012

Per la morte del neonato 20 indagati e nuova autopsia

ROMA - Un errore drammatico che è costato la vita al neonato prematuro di origine filippina all'ospedale San Giovanni di Roma. "Voglio la verità voglio giustizia" annuncia la madre del piccolo di appena un mese. Avviate tre inchieste

Il tubicino che portava il cibo nello stomaco scambiato con quello che finiva in vena e la soluzione con il latte è finita nel sangue. Un errore drammatico costato la vita al neonato prematuro di origine filippina all'ospedale San Giovanni di Roma. "Voglio la verità voglio giustizia" annuncia la madre del piccolo di appena un mese. 

Sulla vicenda sono state aperte tre inchieste: una della procura di Roma, una interna all'ospedale e una del ministero della Salute che ieri ha inviato subito gli ispettori anche per chiarire il motivo del ritardo nella denuncia da parte dell'ospedale arrivata giorni dopo. E' stato il pubblico ministero, dopo la segnalazione dei carabinieri, a bloccare la procedura della cremazione. Venti le persone al momento iscritte nel registro degli indagati. Si tratterebbe di 7 medici e 13 infermieri. Omicidio colposo il reato ipotizzato. Acquisita dagli inquirenti la cartella clinica mentre si attendono i risultati dell'autopsia. 

Il ministro della salute Balduzzi  ieri ha inviato subito gli ispettori anche per chiarire il motivo del ritardo nella denuncia da parte dell'ospedale. Il parto era avvenuto al Grassi di Ostia con dieci settimane di anticipo e madre e figlio erano stati presto trasferiti al San Giovanni attrezzato con la terapia intensiva. Ma qualcosa non va per il verso giusto, il piccolo comincia a stare male e dopo 48 ore muore, proprio lì nell'ospedale considerato una struttura d'eccellenza. “Con le nuove incubatrici si sarebbe evitata la tragedia”, commenta amaramente Ignazio Marino presidente della commissione d'inchiesta sulla Sanità del Senato.