29/10/2020
04/12/2009

Parla Spatuzza
"Berlusconi e Dell'Utri"

E' iniziata la deposizione di Gaspare Spatuzza il pentito di mafia, chiamato a deporre al processo d'appello contro Marcello Dell'Utri. Spatuzza ha indicato Dell'Utri e Berlusconi come i referenti politici delle stragi di mafia del 1993

Ho fatto parte, dagli anni Ottanta al Duemila, di un'associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa Nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perché dopo gli attentati di via D'Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l'attentato al dottor Costanzo (Maurizio ndr) e quello a Firenze dove morì la piccola Nadia".  E'iniziato  così l'interrogatorio di Gaspere Spatuzza, pentito di mafia, chiamato a deporre  al processo d'appello per concorso in associazione mafiosa nei confronti di Marcello Dell'Utri, senatore del Pdl.
 
Spatuzza racconta dell'incontro avvenuto nel '94 al Bar Doney di Via Veneto, a Roma, prima del fallito attentato all'Olimpico, l'episodio centrale della deposizione, ancora in corso davanti alla corte d'appello.
"Nel '94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia e non come quei quattro "crasti" socialisti che avevano preso i voti nel 1988 e 1989 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C'era pure un altro nostro paesano. Graviano disse che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani". "Nel 2004 lui stava malissimo, io gli parlavo dei nostri figli, di non fargli fare la nostra fine... ho avuto la sensazione che stava crollando. Mi disse di far sapere a suo fratello Giuseppe che se non arrivava qualcosa da dove doveva arrivare, allora bisognava parlare ai magistrati". Il pm chiede spiegazioni sulla frase "da dove doveva arrivare" e qui Spatuzza ritorna al riferimento di Berlusconi e Dell'Utri.
 
Spatuzza parla degli attentati del '93 a Roma. Racconta che imbucò cinque lettere, alcune delle quali indirizzate a testate giornalistiche. "Queste lettere - prosegue - provenivano dal boss Giuseppe Graviano. Il fatto che prima di fare un attentato mi dicessero di informare qualcuno con delle lettere è un'anomalia che mi ha fatto capire che c'era qualcosa sul versante politico". Nell'incontro di fine 1993 a Campo Felice di Roccella con Graviano, Spatuzza - stando al suo racconto - riceve l'ordine di compiere un attentato "in cui moriranno un bel pò di carabinieri". Il fallito attentato allo stadio Olimpico "doveva essere il colpo di grazia" afferma Spatuzza. E poi: "Dissi a Graviano che ci stavamo portando un po' di morti che non ci appartenevano, ma lui mi disse che era bene che ci portassimo dietro questi morti, così 'chi si deve muovere si dà una mossa'". Spatuzza spiega: "Vigliaccatamente (così nella deposizione, ndr) Cosa Nostra ha gioito per Capaci e via D'Amelio. Perché erano i principali nemici nostri. Capaci ci appartiene, via D'Amelio ci appartiene - afferma - ma tutto il resto non ci appartiene». Racconta del fallito attentato allo stadio Olimpico: "Io e Benigno (altro mafioso, ndr) eravamo a Monte Mario. Benigno dà l'impulso al telecomando ma non funziona e l'attentato non avviene. Poi quando i carabinieri si erano già distanziati io gli dissi di fermarsi, di non dare più l'impulso. Scendiamo con la moto, ma l'attentato in sostanza era fallito"
 
C'è tanta attesa per la deposizione del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, al processo d'appello che vede imputato il senatore Marcello Dell'Utri, accusato di concorso di associazione mafiosa.  La II sezione della Corte d'Appello di Palermo è in trasferta a Torino per il processo al senatore Marcello Dell'Utri. Il processo è iniziato questa mattina con la richiesta da parte dei legali di Dell'Utri di revoca dell’ammissione della deposizione del pentito Gaspare Spatuzza.
 
E' iniziato intorno alle 10 di questa mattina il processo a Dell'Utri, in corso a Torino. A sorpresa, prima che il collaboratore salisse sul banco dei testi, l’avvocato Alessandro Sammarco del Senatore ha chiesto ai giudici della seconda sezione della Corte d’appello di revocare l’ordinanza con cui avevano ammesso la testimonianza dell’ex boss. "Quello che sta accadendo in questo processo - ha spiegato - è del tutto anomalo. Il dibattimento era giunto al termine, quando è stato inondato da quintali di documenti relativi a temi diversi da quelli trattati in primo grado".
Ma la Corte d'Appello di Palermo ha respinto l'istanza di revoca della testimonianza di Spatuzza.
 
"Altro che bomba atomica, Spatuzza è solo un petardo". Lo ha detto uno dei legali del senatore Marcello Dell'Utri, l'avvocato Nino Mormino, al processo d'appello al politico in corso, a Torino, davanti ai giudici palermitani. Per il legale facendo entrare le dichiarazioni del pentito cambia l'oggetto del processo che si trasforma da un'indagine su una generica collusione con la mafia da parte del senatore Dell'Utri, ad una indagine dove si entra nel merito di fatti nell'ambito dell'attivita' stragista.
 
Il Pg della Corte d'Appello di Palermo Antonino Gatto ha affermato "si sta enfatizzando troppo qualcosa che ha un certo rilievo ma non così eccessivo. "Tutto questo toglie serenità."
 
Inatnto Dell'Utri respinge ogni accusa. E ai giornalisti, nel corso di una pausa dice: "Spatuzza non è un pentito dell'antimafia, ma della mafia. Il governo Berlusconi è quello che più si è impegnato nella lotta a Cosa Nostra". "Sono tranquillo - ha aggiunto - ma assisto ad uno spettacolo incredibile. Mi sento a teatro, ma il protagonista-imputato non sono io, è un altro".
"I Graviano? Non li ho mai conosciuti, io non conosco nessuno. Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri, in una pausa del processo d'appello che lo vede imputato per il reato di concorso in associazione mafiosa. "Provenzano? Sta scherzando", ha aggiuto rispondendo ai giornalisti "Io conoscevo Vittorio Mangano - ha affermato Dell'Utri - punto e basta".