26/01/2021
13/05/2009

Sicurezza, tre ok
Vescovi critici

Posta la fiducia sui tre maxiemendamenti in seno al pacchetto sicurezza. La Cei accusa "ignorata l'integrazione".

Tre volte fiducia sui maxiemendamenti al disegno di legge in materia di sicurezza. E la Cei sferra un duro attacco alla delibera. "Il grande tema che viene messo a lato da questo provvedimento - dice il direttore dell'ufficio per la pastorale degli immigrati, padre Gianromano Gnesotto - è quello dell'integrazione perchè il pacchetto sicurezza non parla di questo e non avrà gli effetti propri di una società che vuole essere integrata".

Intanto è polemica sui bambini invisibili.  Con la norma che introduce il reato di immigrazione clandestina in Italia, le straniere irregolari non potrebbero iscrivere i propri figli all'anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non avrebbero neanche la possiblità di riconoscerli. I bambini diventerebbero pertanto adottabili.

"Alla straniera irregolare viene dato, per il periodo della gravidanza e del parto, una sorta di permesso di soggiorno provvisorio" afferma Donatella Ferranti del Pd "ma perchè il questore glielo possa dare la clandestina deve avere il passaporto che molto spesso non ha. E allora, per sottrarsi al pericolo di denuncia dell'ufficiale di stato civile eviterà di registrare la nascita". Il pericolo sarebbe quello di migliaia di bambini che per lo Stato italiano non esisterebbero.

Il ddl prevede inoltre che l'immigrato che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Per avere la cittadinanza l'immigrato dovrà pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno la cifra sarà fissata dai ministeri dell'Interno e dell'Economia. Chi affitta un alloggio ad un irregolare rischierà fino a tre anni di carcere.

Sul trattato italo-libico che secondo l'Onu "lede il diritto d'asilo", è intervenuto nuovamente il presidente della Camera Gianfranco Fini: "In caso di respingimento, previsto dal diritto internazionale serve comunque una verifica. Esiste il diritto di respingimento e quello d'asilo. Solo che va verificato. Il riconoscimento degli immigrati può avvenire solo nei centri di identificazione o durante il tragitto".