25/01/2021
14/07/2010

Intercettazioni,
gli emendamenti

Oggi la Commissione giustizia della Camera esaminerà 11 emendamenti. L’Onu tira le orecchie all’Italia

Oggi si capirà il destino degli emendamenti che potrebbero, in caso di approvazione, ridefinire sostanzialmente il volto del disegno di legge sulle intercettazioni.
In uno dei cinque emendamenti presentati dalla Bongiorno viene eliminata la responsabilità giuridica per gli editori, nel caso che un giornalista pubblichi testi ancora segreti . In un altro si toglie il divieto per la magistratura di controllare parlamentari e persone ad essi strettamente collegate, come voleva il disegno originario.
Un altro emendamento allarga la gamma dei reati per i quali i magistrati possono utilizzare il controllo delle conversazioni, telefonico o ambientale. Inoltre bastano sufficienti indizi di reato, e non ci sono limiti di tempo. Ci sarà un tetto di settantacinque giorni, ma con la possibilità di proroghe.
Rimangono i limiti alla pubblicazione delle intercettazioni: né i testi, né il contenuto, né il riassunto. Però si introducono molte modifiche utili alle indagini: si potranno mettere sotto controllo anche utenze di ignoti, quando si suppone possano fornire elementi utili alle indagini, e per ottenere l’autorizzazione non sarà necessario avere la certezza della colpevolezza.
Nel caso che un pm favorisca la fuga di notizie verrà processato, ma si potrà aspettare il rinvio a giudizio.
Intanto l’Onu si è pronunciata sul disegno di legge perché “può minare il diritto alla libertà di espressione”. Le Nazioni Unite hanno chiesto una soppressione o revisione della legge, e hanno annunciato una missione nel 2011 per verificare la situazione.