25/01/2021
19/06/2011

A Pontida la Lega
'si da' 6 mesi di tempo

Conclusa la 'kermesse' di Pontida. Tra le richieste di Bossi, oltre ad alcuni ministeri al Nord, taglio delle tasse, fine delle missioni all'estero e rispetto degli impegni da parte di Berlusconi. Diffuso un volantino con impegni e scadenze da realizzare nei prossimi 6 mesi. Maroni: "il capo ha detto tutto. chi ha orecchie per intendere, a Roma ha già inteso”

“Se volete la secessione ci si prepari: la Lega verrà incontro ai popoli del nord che vogliono una pressione molto forte verso il centralismo, e lo avranno. L'altra volta ci ha fermato la Magistratura, questa volta saremo ancora più incazzati”.
E’ questa la risposta che il leader della Lega Nord, nonché ministro della Repubblica Italiana, Umberto Bossi ha dato al ‘suo’ popolo intervenuto a Pontida e che più volte lo ha interrotto al grido di “secessione, secessione”.

La tanto attesa kermesse padana si è conclusa e il messaggio di Bossi è chiaro: “la Lega non è in rotta ma pronta a conquistare la libertà della Padania”. E al cavalier Berlusconi dice che “se non ascolterà le nostre proposte la sua leadership potrebbe finire con le prossime elezioni politiche”. E, come annunciato, le ‘proposte’ non sono poche a cominciare da quella sul trasferimento al Nord di alcuni dicasteri.
“Il mio ministero e quello di Calderoli vengano in Lombardia. Al nord ci saremo io, Roberto Calderoli e poi verrà anche Tremonti. Che senso ha avere un ministero dell’Industria a Roma? A Roma c’è solo la cultura della burocrazia. Tutti i giorni saremo lì”. Poi Bossi rivela che Berlusconi “aveva già firmato il documento poi si è cagato sotto”.

Sulla crisi economica il senatore detta la sua ricetta e si dice sicuro che “non faremo la fine della Grecia”. Come fare per trovare i soldi e tagliare le tasse? Per esempio terminando “le missioni di guerra o di pace che dir si voglia si può recuperare un bel miliardo di euro”. Poi si rivolge direttamente al ministro dell’Economia Giulio Tremonti: “Caro Giulio se vuoi avere i voti della Lega non puoi toccare più i Comuni, gli artigiani, le piccole imprese”.

E a proposito di piccole imprese da un consiglio agli allevatori che da tempo chiedono di rinviare il pagamento delle quote latte: “allevatori, i truffati siete voi: non basta venire a Pontida, bisogna andare giù a far vedere al Parlamento, al Pdl e a quei delinquenti come Casini che danno a voi dei ladri. A loro bisogna dare una mano di bianco”.

Quindi governo al capolinea? Non proprio. Bossi precisa che “non ci prenderemo la responsabilità di mandare in malora il paese ma può darsi che la gente ci dica stop, basta con Berlusconi ed allora dovremo decidere tutti assieme”. Oltretutto andare a votare in questo momento sarebbe un favore reso alla sinistra che sta attraversando “un momento storico favorevole”.

Un passaggio è stato dedicato anche al presidente Napolitano che avrebbe detto al senatur “ ‘Umberto ti aiuto io a battere il centralismo romano'. Poi abbiamo dovuto andare avanti da soli. Noi non temiamo le minacce dei centralisti”.

Bossi è il capo indiscusso ma non è passata inosservata la presenza di numerosi striscioni inneggianti a ‘Maroni presidente del consiglio’. E il ‘delfino’ sa come scaldare il popolo di Pontida.

“Il capo ha già detto tutto, ha detto cose molto chiare e molto forti: chi ha orecchie per intendere, a Roma ha già inteso”. Poi dopo aver fatto la lista di tutte le cose fatte dal ministero in materia di lotta alle mafie e emergenza profughi che, parole sue, nessun governo italiano aveva mai fatto prima, ha concluso il suo intervento con un augurio piuttosto ‘singolare’ per un ministro della Repubblica Italiana: “noi abbiamo un grande sogno: una Padania libera e indipendente”.

Al termine dei comizi è stato distribuito un volantino con elencati gli impegni e le scadenze che la Lega chiede al governo (cioè anche a loro stessi) di realizzare nei prossimi 6 mesi.
 
Entro due settimane, il Consiglio dei Ministri deve approvare la riforma costituzionale che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari e il senato federale, la cui approvazione definitiva dovrà avvenire entro 15 mesi. La Lega chiede inoltre l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto legge sulle missioni militari con riduzione dei contingenti impegnati all’estero.

Entro trenta giorni devono essere approvati altri sei punti: l’attivazione delle procedure per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle regioni che le abbiano richieste; approvazione delle misure per la riduzione delle bollette energetiche; riforma del patto di stabilità interno per i Comuni e per le Province; taglio dei costi della politica; finanziamento del trasporto pubblico locale; prime norme per l’abolizione delle ganasche fiscali e delle misure «vessatorie» di Equitalia.

Sessanta giorni è invece il termine ultimo per approvare la metodologia per la definizione dei costi standard da applicarsi alle amministrazioni dello Stato. Entro l’estate del 2011 il Carroccio chiede di approvare la proposta di legge di riforma fiscale e l’approvazione definitiva in Parlamento entro la fine dell’anno. La soluzione definitiva del problema delle quote latte dovrà essere definita entro l’autunno del 2011, mentre entro il dicembre di quest’anno dovrà essere definito il codice delle autonomie.