25/01/2021
15/11/2010

“Dimissioni
irrevocabili”

Il Fli ha ritirato la sua delegazione al governo. Per Sacconi è "tradimento". Berlusconi incontrerà ad Arcore i vertici della Lega Nord ed i coordinatori del Pdl. Domani Napolitano incontra Schifani e Fini, annullate le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato

I finiani ritirano i loro ministri dal governo e aprono, di fatto, la crisi, ma fanno sapere che voteranno la Finanziaria.
Le lettere di dimissioni del ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, del viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso e dei sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, sono state inviate questa mattina al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Dimissioni irrevocabili", spiega Urso, che parla di alleanze in vista del voto anticipato, parlando di "un'altra coalizione di centrodestra con forme che si richiamano alle forze del popolarismo europeo, quindi con Casini, Lombardo, Api e comunque con le altre forze sociali e produttive del Paese che vogliono nel centrodestra e dal centrodestra cambiare e rinnovare la politica, voltare pagina e fare davvero le riforme".

Intanto, per valutare la situazione il presidente del Consiglio, Berlusconi incontrerà ad Arcore i vertici della Lega Nord ed i coordinatori del Pdl.

Sempre dal Pdl, il ministro del Welfare Sacconi tuona: "Con il ritiro della delegazione dei finiani dal Governo si sta consumando il tradimento. In questa difficile fase politica deve prevalere una regola oggettiva: o Berlusconi o elezioni".

Dall'opposizione il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini chiede al presidente della Camera Gianfranco Fini di "difendere, nell'esercizio della sua funzione, il diritto costituzionalmente garantito" dei firmatari di portare al voto la mozione di sfiducia "prima, e non successivamente, ad un voto di fiducia chiesto dal governo al Senato, al solo fine di sottrarsi al voto della Camera dei deputati".