23/04/2014
23/09/2009

Per non
dimenticare

Ancora morti sul lavoro. La lista si allunga ogni giorno che passa. Le parole inascoltate di Napolitano

Si allunga la lista degli operai morti sul lavoro.
Oggi è successo a Brescia e domani chissà. Due le vittime, un operaio è morto e un altro è gravemente ferito dopo essere precipitati da un altezza di 15 metri.  Un drammatico incidente, nello stabilimento siderurgico della "Ori Martin".  Secondo le prime informazioni fornite dagli uomini del soccorso del 118 intervenuti sul posto i due operai sono precipitati dal tetto dell'azienda. Per il primo i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Il secondo è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Civile della città. Del caso si occupa la polizia.

La conta è tragica. In media sono quattro i lavoratori che mediamente perdono la vita tutti i giorni in Italia, 1400 l' anno.  Seimila sono i morti di lavoro al giorno nel mondo, oltre due milioni l' anno, una cifra pari a dieci tsunami. L' Italia detiene il primato per i morti sul lavoro in Europa, l' età media delle vittime è di 37 anni. La Campania è una delle regioni con il più alto tasso di vittime sul posto di lavoro.

Più volte è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sta conducendo una significativa battaglia, sul fronte istituzionale e culturale, in tema di sicurezza sul lavoro. Il capo dello stato ha sempre affermato che le morti bianche sono una tragedia da fermare subito. "Non ci sono più parole per esprimere commozione e sdegno dinanzi a questo tragico susseguirsi quasi quotidiano di incidenti mortali sul lavoro" diceva Napolitano. "Non può essere, non dev'essere". "Bisogna fare qualcosa di più, le parole non bastano" insisteva Giorgio Napolitano ai suoi collaboratori. Qualcosa di più, "decidere e agire".