25/01/2021
04/04/2012

Monti: “Riforma storica”. Art.18, torna il reintegro

Il premier: “Creerà maggiore occupazione”. “Spezzato il dualismo tra protetti e non. Fornero, per “manifesta insussistenza” del motivo economico del licenziamento il giudice può decidere il reintegro. Negli altri casi indennizza”. LEGGI LA BOZZA DEL DDL

montiUn “impegno di rilievo storico per l'Italia”, che garantirà “crescita sociale e economica”, la“riduzione permanente del tasso di disoccupazione”, che creerà “un mercato del lavoro inclusivo e dinamico”.  Un Mario Monti con meno smalto del solito presenta la “storica” riforma del lavoro, messa a punto dopo una lunga trattativa con la maggioranza, ottenuto ieri dopo un faccia a faccia con Bersani e un vertice allargato ad Alfano e Casini, e con l'aiuto determinante del Quirinale. 

Quasi certamente sull'umore del premier hanno influito molti elementi. L’acceso clima sociale e il numero di suicidi degli ultimi giorni. Le pressioni sull’art. 18 e le preoccupanti analisi del Wall Street Journal e del Financial Times secondo i quali le misure di austerity del governo italiano sono recessive e l' Italia rischia di finire come la Grecia.

Il ministro Fornero parla di decreto, Monti la corregge. E' un disegno di legge, presentato a ora di pranzo al Quirinale. E sarà Napolitano, dice il presidente del Consiglio, a valutare i requisiti per un'eventuale fiducia. La principale modifica rispetto alla prima versione riguarda l'articolo 18, un punto del quale il Pd aveva detto di non poter fare a meno. Il possibile reintegro del lavoratore anche in caso licenziamento con motivazioni economiche.

Illustrando le modifiche - definite “equilibrate”- all'articolo 18, la Fornero spiega che per “manifesta insussistenza” del motivo economico del licenziamento il giudice può decidere ilreintegro. Negli altri casi il giudice indennizza”.

Riforma storica, dice Monti. Spezzato il dualismo fra garantiti e non, tolto ogni alibi agli imprenditori. L'obiettivo è adesso attrarre investimenti, ridurre la disoccupazione in modo permanente: in una parola crescere. La crisi non è finita dice il premir, non vogliamo dare false speranze, il periodo resta duro ma senza i nostri provvedimenti sarebbe stato peggio.  


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