26/01/2021
09/07/2012

Quirinale: “Legge elettorale non è più rinviabile”

ROMA – Napolitano chiede una stretta ai presidenti delle Camere. Ma in un clima di grande incertezza politica, nessuno sembra volersi legare a un modello che potrebbe diventare penalizzante

n<poSe ieri è toccato a Mario Monti ricordare che anche le riforme sono necessarie per frenare l'altalena dello spread, oggi è toccato a Giorgio Napolitano spronare le forze politiche. “Mi auguro che l'autorevole opinione dei presidenti delle Camere, nel loro continuo rapporto con i presidenti dei gruppi parlamentari, possa concorrere a sollecitare la oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o più proposte di legge elettorale”, scrive il capo dello Stato, in una lettera indirizza ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani.

I mesi passano e il rischio è che si vada di nuovo a votare con il porcellum, o con un porcellum appena un po’ rivisitato, mentre anche i mercati e l’Europa chiedono stabilità per la prossima legislatura. Nel sottolineare l’urgenza della riforma Napolitano afferma: “Stanno purtroppo trascorrendo le settimane senza che si concretizzi la presentazione alle Camere da parte dei partiti che hanno da tempo annunciato di voler raggiungere in proposito un'intesa tra loro di un progetto di legge sostitutivo di quella vigente per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato”.

In un clima di grande incertezza nessuno sembra volersi legare a un modello che potrebbe diventare penalizzante. Per questo la trattativa si allunga all’infinito, fuori ma soprattutto dentro i partiti. Due i nodi: il premio di maggioranza. Il partito democratico vorrebbe assegnarlo alla coalizione, il Pdl vorrebbe invece destinarlo al partito. Poi le preferenze. La questione ha tenuto banco a palazzo Grazioli, in un vertice notturno, con un Berlusconi desideroso di ritornare nell’agone politico, forte dei sondaggi che lo danno al 10%. Non male per un Pdl in netto calo e in tempi di antipolitica.