28/10/2020
06/07/2012

Diaz, Manganelli “momento delle scuse”

ROMA – Il capo della Polizia cerca di aprire una pagina nuova. Undici anni e una verità processuale su quella notte, nella quale tutti, dai vertici ai semplici agenti furono colpevoli. Da oggi nuovi vertici a Direzione centrale anticrimine e Servizio centrale operativo

g8Torna sulla sentenza della Cassazione sull'irruzione alla Diaz di undici anni fa Antonio Manganelli. “Sono orgoglioso - afferma - di essere il capo di donne e uomini che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la democrazia diquesto Paese. Ora, di fronte al giudicato penale, è chiaramente il momento delle scuse ai cittadini che hanno subito danni e anche a quelli che, avendo fiducia nell'istituzione-polizia, l'hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato”. 

Manganelli cerca di aprire una pagina nuova, dopo quella spaventosa chiusa ieri dalla Cassazione.  Undici anni e una verità processuale su quella notte, nella quale tutti, dai vertici ai semplici agenti che fecero irruzione nella Diaz, furono colpevoli. Una sentenza ineccepibile, che condanna soprattutto chi, cercò di coprire costruendo prove false. “Tradirono il giuramento di  fedeltà ai doveri verso la comunità civile”,  avevano scritto i giudici di appello. E ieri la Cassazione ha confermato questo giudizio, che suona come una sconfitta bruciante per chi era lì quella notte, ma anche un duro colpo all'immagine stessa della polizia.  

“Dalle sentenze non vanno tratti ne' motivi di soddisfazione ne' di amarezza, ma solo insegnamenti a non ripetere gli errori e la Polizia di Stato lo sta facendo da tempo”, dichiara Enzo Marco Letizia, segretario dell'Associazione nazionale dei funzionaridi Polizia. Secondo il segretario Pd, Pier Luigi Bersani: “Le sentenze non si commentano, ma si rispettan”. Nichi Vendola,presidente di Sel osserva: “Ora il Parlamento introduca il reato di tortura nel codice penale del nostro Paese. In dieci giorni lo possono fare. Ce lo chiede l'Onu, l'Europa, il buon senso e la giustizia”. Lo stesso dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris:“Quello che è accaduto a Genova è qualcosa che appartiene al Cile di Pinochet e non a uno Stato democratico come l'Italia”.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, rileva “E' una sentenza che lascia l'amaro in bocca per due ragioni:perchè è indubbio che alla Diaz e a Bolzaneto furono appunto commessi errori molto gravi, ma è dubbio che siano staticolpiti gli autentici responsabili di essi”. Da oggi e dopo l'interdizione dai pubblici uffici di Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi - la Direzione centrale anticrimine e il Servizio centrale operativo hanno due nuovi direttori: Gaetano Chiusolo e Anna Maria Pellizza, due investigatori di primissimo piano con alle spalle una prestigiosa carriera.