25/01/2021
30/09/2012

Fini e Casini
in campo per Monti bis

ROMA - Montezemolo a favore della conferma del premier ma lancia critiche all’Udc in quella che già si delinea come una collaborazione-competizione nell'area di centro. Alfano: “'Necessaria chiarezza”. Bersani:”Basta scorciatoie”

casini“E' necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice e liberale con l'obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti”,  afferma il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, che dichiara il suo impegno personale senza chiedere “alcun ruolo o leadership” perché “il problema italiano è cambiare, non comandare. Cambiare un sistema, non qualcuno”. Occorre, spiega il presidente della Ferrari, “che il Paese prenda atto della disponibilità del premier a continuare il suo lavoro”. E oltre a Monti, “occorre mettere in campo una politica diversa da quelle del passato che ci hanno portato sin qui, in una posizione desolante che l'Italia non merita”.

Montezemolo prova così a entrare fra i federatori di un’area montiana che dialoghi con la “parte responsabile” di Pd e Pdl.  Spazio politico saldamente occupato da Casini, che ha già coinvolto pesi massimi come Passera e Marcegaglia. Non a caso proprio all'Udc Montezemolo dedica stoccate velenose, in quella che si delinea come una collaborazione-competizione per l'area centrista.

Proprio nel giorno della discesa in campo di Montezemolo, Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini si ritrovano di nuovo assieme ad Arezzo per lanciare una iniziativa che sappia raccogliere le energie sane del paese. Il leader di Fli, dalla convention 'Mille per l'Italia', propone la nascita di una grande lista civica nazionale che raccolga “le energie sane” del Paese e in questo caso il sostegno della lista, va al senatore Monti. Opinione sostenuta e condivisa dal leader Udc che si dice entusiasta di un Monti-bis e pronto ad aderire al progetto di costruzione di un “contenitore che sta tra Pdl e Pd ed è alternativo al grillismo”.

Boccia invece l’ipotesi di un Monti che succede a sé stesso Pier Luigi Bersani, che pur riconoscendo l'operato del premier e del suo Governo, polemizza sulle “ricette italiche” e le “scorciatoie” a cui è ora di dire “basta”. Il segretario del Pd chiede alla politica di “riprendersi il suo ruolo” e di “tornare ad essere credibile”. Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano frena e dice “no a un candidato virtuale”, e se Monti-bis deve essere, allora il professore deve decidersi a candidarsi, altrimenti sarebbe “tecnicamente inspiegabile”.