25/01/2021
10/05/2010

Ddl intercettazioni:
settimana decisiva

Riprende oggi l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni. Il ddl prevede che nessun atto d'indagine, compresi quelli coperti da segreto, potrà essere pubblicato fino al rinvio a giudizio dell'indagato

Il caso Scajola o lo scandalo dell'ospedale Santa Rita di Milano non saranno conosciuti ai più, se passa il ddl sulle intercettazioni, perché ai giornalisti sarà vietato scriverne. Sul tappeto torna dunque il dibattito sulla compressione del diritto di cronaca. La scorsa settimana i lavori si sono interrotti dopo l'approvazione di alcuni emendamenti – presentati da Roberto Centaro (Pdl), relatore del progetto – che hanno ulteriormente imbrigliato la stampa.

Fino al termine dell'udienza preliminare non sarà possibile fare neanche il nome dell'indagato, pubblicare una foto o riassumere i fatti. L'unica possibilità di informare i cittadini è l'eventuale emissione di un ordine di custodia cautelare, ad esempio l'arresto. Non prima però che l'indagato sia stato informato.

Settimana decisiva dunque per i lavori sul tanto discusso Disegno di Legge sulle intercettazioni, che entra nel vivo alla Commissione Giustizia del Senato. Il ddl sarà votato al Senato questa settimana, poi passerà alla Camera.

In sostanza quella che è stata definita dall'opposizione "legge bavaglio" prevede che nessun atto d'indagine, compresi quelli coperti da segreto, potrà essere pubblicato  fino al rinvio a giudizio dell'indagato. Insomma, non sarà più possibile far conoscere gli sviluppi di un'indagine.

La pena prevista per il giornalista che pubblica è il carcere fino a due mesi e il pagamento di un'ammenda fino a 10mila euro. Se condannato poi, in concorso con chi gli fornisce la notizia, rischia la detenzione fino a sei anni.

Per il giurista Stefano Rodotà questa "è una legge ipocrita per cancellare il diritto di espressione e quello di essere informati. Se approvata sarà necessaria la disobbedienza civile". Stefano Rodota' è fra gli estensori dell'appello contro la legge sulle intercettazioni che sta coinvolgendo i cittadini, i navigatori della rete, le community come Facebook e i blogger.
"E' una legge bavaglio- afferma ad Articolo21 in un'intervista sul giornale on line dell'associazione - che, partita ipocritamente dalla volontà di tutelare la privacy, si è trasformata come per altro prevedibile in uno strumento per cancellare il diritto dei giornalisti alla libertà di espressione e il diritto dei cittadini di ricevere le informazioni necessarie per avere un ruolo attivo nella società".