26/01/2021
29/07/2009

Test "dialettale"
per i professori

La Lega propone un quiz sulla conoscenza del dialetto e delle tradizioni della regione: "Non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale"

Una proposta della Lega blocca la miniriforma della scuola. Il Carroccio chiede che abbiano peso i quiz sulla conoscenza del dialetto molto più che i titoli di studio nell’immissione in ruolo dei professori.


IL QUIZ. Il test predisposto dai deputati di Bossi prevede che i docenti debbano superare una sorta di esame dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione nella quale vogliono insegnare. Se non sono sufficientemente legati e preparati sulla cultura del territorio verranno bocciati.


RIFORMA BLOCCATA. Ma il Pdl non ci sta. Quando la proposta leghista è arrivata in commissione Cultura alla Camera, l'iter dell'intera riforma ha subito uno stop. Valentina Aprea, deputata del Popolo della Libertà e presidente della commissione, si è opposta e ha convocato il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega non ha accettato. E la riforma, per il momento, si è bloccata.


LE REAZIONI DI FINI E DEL PD."Durante l’esame della riforma - è il commento del Presidente della Camera Gianfranco Fini - la prima commissione e l’aula valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale, si tratta di questione che non può essere opinabile ma che deve essere soltanto riferita a quel che c’è scritto nella Carta". Critiche dal Pd per bocca di Manuela Ghizzoni, responsabile della scuola del partito: "L'istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista".


"AL NORD TROPPI INSEGNANTI MERIDIONALI"."Avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola - spiega Paola Goisis, deputata del Carroccio e presentatrice della richiesta - Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine. I titoli di studio non garantiscono un’omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono una garanzia sull’adeguatezza dell’ insegnante. Questa nostra proposta - conclude la deputata leghista - punta ad ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale.