22/09/2014
25/04/2012

Napolitano: "Il 25 aprile è la festa di tutto il popolo"

ROMA - Un 25 aprile acceso caratterizzato da polemiche tra politica e associazione dei partigiani. Napolitano: “Non dare fiato ai demagoghi, ci si fermi a riflettere prima di scagliarsi contro la politica”. Morta a Novara l'ultima partigiana della Brigata Osella

Un 25 aprile acceso quello del 2012, caratterizzato  dalle polemiche tra politica e associazione dei partigiani. Pochi giorni fa, infatti, l’Anpi aveva chiesto alle istituzioni di non partecipare alla manifestazione di oggi a Roma per evitare le dure contestazioni avvenute in passato e specificando che "la festa è aperta a tutti gli antifascisti e i democratici".

Il sindaco della Capitale Gianni Alemanno e la presidente della Regione Polverini si sono detti molto amareggiati, invocando, nel caso della governatrice, anche l'intervento di Napolitano e sottolineando, con espressioni diverse, che la Liberazione dovrebbe essere la "festa di tutti" attorno ai "valori di liberta è democrazia" e non essere motivo di ulteriori divisioni.


“I partiti facciano la propria parte, si rinnovino per non dare fiato alla cieca sfiducia e a qualche demagogo di turno”, dichiara il Capo dello stato da Pesaro che prima di partire per la città romagnola, ha deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria – “Nulla ha potuto e può sostituire il ruolo dei partiti nel rapporto con le istituzioni democratiche”, avverte Napolitano che ne difende il ruolo anche se chiede di“estirpare il marcio”.

“Non dare fiato ai demagoghi, ci si fermi a riflettere prima di scagliarsi contro la politica”, avverte il presidente mentre esorta ad approvare una nuova “legge elettorale che consenta a cittadini di scegliere i rappresentanti in Parlamento” e la riforma del finanziamento ai partiti, con l’invito ad arrivare alla fine della legislatura.

Parlando del significato del 25 aprile, Napolitano afferma che “la festa della Liberazione è anche festa della riunificazione dell'Italia brutalmente divisa in due, dopo l'8 settembre del 1943, dall'occupazione tedesca”, quindi “bisogna continuare a rievocare e trasmettere la storia”. Avvenimenti, aggiunge, “che non devono mai cessare o attenuarsi nella memoria, perchè non si disperdano insegnamenti ed esempi di cui abbiamo ancora oggi avuto bisogno”. 

Un invito alla concordia molto apprezzato dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini,  che parteciperà da invitata questa mattina al corteo organizzato dall’Associazione nazionale partigiani che partirà dal Colosseo per arrivare a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, assieme al coordinamento antifascista romano, alle sigle sindacali e alle associazioni dei perseguitati politici e degli ex deportati.


Non sarà al corteo il sindaco Alemanno che parteciperà invece alle cerimonie istituzionali: la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria e le visite, insieme al premier Mario Monti, a via Tasso e alle Fosse Ardeatine. “Le parole del presidente Napolitano sono molto importanti – ha dichiarato Alemanno - Hanno detto con chiarezza che i tentativi di strumentalizzazioni di parte del 25 aprile non sono ammissibili: ci sono valori a cui tutti devono aderire, punto di riferimento dell’Italia intera”. Ma a Porta San Paolo non ci sarà: “Non ho ricevuto alcun invito dall’Anpi”.

Un lutto ha però turbato questo giorno di festa. Maria Giovanna Giudice, si e' spenta all'alba a 110 anni. Staffetta partigiana, nel 2008 era stata insignita della medaglia di bronzo al merito civile. Volto storico della Resistenza novarese, era mondariso, quando non ancora trentenne scelse di impegnarsi nella lotta antifascista nella Brigata Osella.   

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