25/01/2021
24/10/2011

Il nodo pensioni
arriva al pettine

Ultimatum Ue all'Italia, ma sulle pensioni è già scontro con il Carroccio. Il capogruppo della Lega alla Camera Reguzzoni anticipa il no. Oggi Consiglio dei Ministri per decidere le prossime mosse da presentare all'Ue

"Riforma delle pensioni innanzitutto: in Ue si parla di un'unica età pensionabile per tutti e l'Italia è l'unico Paese ad avere le pensioni di anzianità". Dopo il richiamo da parte del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy all'Italia, Silvio Berlusconi apre alla riforma delle pensioni.

Entro mercoledì il governo si deve inventare qualcosa per fa "pace" con i partner europei. E l'idea è quella di puntare alla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato, per fare subito cassa. Poi sulle pensioni il cavaliere dice "ne parlerò con la Lega",  mettendo in chiaro che il provvedimento a cui pensa non "collide con la posizione del Senatur che ha sempre detto di aver a cuore i pensionati". E questa sera alle 18 Consiglio dei ministri straordinario per decidere il da farsi.

Ma già dal Carroccio arriva un nuovo stop sulla riforma delle pensioni: "siamo sempre stati contrari all’ipotesi di ridiscussione dell’età pensionabile. Abbiamo fatto le nostre proposte alternative. Di questa questione ne discuterà il Consiglio dei ministri", ha detto Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega nord alla Camera, intervistato questa mattina da Maurizio Belpietro.
 
Ma la spinta per la crescita non può venire né dalla riforma delle pensioni né da una patrimoniale, dice ancora Reguzzoni. "Noi siamo contro una qualsiasi riforma delle pensioni e siamo contro la patrimoniale. Si può invece incidere, a costi molto limitati e in maniera positiva sui bilanci pubblici, dando degli incentivi ai contratti part-time a quelle donne che sono anche mamme e che hanno quindi dei figli a carico e che con l’attuale struttura dei contratti sono di fatto escluse dal mondo del lavoro. Un provvedimento - ha osservato - che non ha grandi costi e che è stato fatto in tutti paesi europei, mentre nel nostro paese ancora non c’è".

Dunque la strada per il governo si fa sempre più in salita. Il nostro Paese, nonostante le rassicurazioni di Berlusconi, è stato paragonato alla Grecia. E questo non fa ben sperare per il futuro della nostra economia.

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