25/01/2021
03/09/2009

Una brutta
china

Basta killeraggi. Fini interviene nella polemica durissima sull'informazione. Berlusconi fa causa anche all'Unità, il sindacato giornalisti si mobilita

"Fermiamoci, perché se si continua così si va verso una brutta china, una china pericolosa. Da qualche tempo a questa parte non si polemizza più fra portatori di idee, ma si cerca di demolire la persona che sostiene quell'idea. Campagne di denigrazione, querele.... E' una ordalia, gli Orazi e i Curiazi. Poi  la pubblica opinione segue all'inizio, ma non si può appassionare ad un gioco come questo, che lascia indietro temi più appassionanti. Con buona pace anche della credibilità italiana in ambito europeo".

Così il presidente della Camera Gianfranco Fini interviene da un palco a lui molto caro, la festa del Tricolore del Pdl(una volta era chiamata festa di Allenza Nazionale) sui temi che stanno infiammando il dibattito degli ultimi giorni. Il messaggio è rivolto a tutta a politica italiana, contro quello che Fini ha definito il "rischio di un totale imbarbarimento" e contro un certo "Killeraggio". Il Presidente della Camera allude ai recenti scontri tra i quotidiani Avvenire e il Giornale.

Fini lancia un monito perchè la qualità del dibattito politico deve "essere molto più alto": basta con le "randellate verbali" a mezzo stampa che non sono altre che una "ordalia".

E Massimo D'Alema, dal palco della festa del Pd a Gevova, chiede "delle spiegazioni" al Premier. Censura l'attacco al direttore dell'Avvenire anche Massimo D'Alema: "della vicenda Boffo colpisce la ferocia squadristica. Si è pensato di colpirne uno per educarne cento". E poi lancia la stoccata finale: "Le frequentazioni di Silvio Berlusconi non sono materia di gossip, ma un fatto pubblico. Il premier deve spiegazioni sulle prostitute anche se il suo ruolo è solo quello dell'utilizzatore finale".