19/09/2014
12/08/2011

Il giorno
più lungo

Varata dal Cdm la manovra bis da 45,5 miliardi. Tra le misure: scure sugli statali, Tfr dopo due anni, prelievo dai 90 mila euro, donne in pensione più tardi. Via le province sotto i 300 mila abitanti, niente ponti festivi e stretta su evasione

cdmCi sono voluti 87 minuti al Consiglio dei Ministri per approvare la manovra aggiuntiva. “Stasera siamo riusciti ad avere un voto all'unanimità”, dichiara Silvio Berlusconi aprendo la conferenza stampa di Palazzo Chigi. “Non ritengo che sia necessaria la fiducia per l'approvazione del decreto, l'opposizione ha dimostrato responsabilità”, sottolinea il premier, che di dichiara aperto a “miglioramenti” in sede di discussione parlamentare.

L’entità della manovra si conferma in 20 miliardi di euro per il 2012 e 25,5 per il 2013. “Un provvedimento equilibrato, che si compone di tagli alla spesa pubblica e di imposizioni. Il nostro cuore gronda sangue – ammette Berlusconi - quando pensiamo che il Governo non aveva mai messo le mani nelle tasche degli italiani, ma la situazione mondiale è cambiata”.

La parola passa poi al ministro dell'Economia Giulio Tremonti. “In sette giorni abbiamo fatto una manovra”, esordisce il tritolare di via XX settembre.”Distribuita fra riduzioni di spesa pubblica e in minore quota incrementi di entrata. Prevediamo una riduzione del costo degli amministrativi, l'anticipazione dei tagli ai ministeri per quasi 6 miliardi, che possono scendere a 5 se funziona la Robin Hood tax a carico del settore energetico. La bolletta dei cittadini resterà ferma. Per una cifra equivalente saranno ridotti i trasferimenti agli enti locali, che può essere anche questa compensata e dall'entrata in vigore anticipata del federalismo fiscale”. “Nel comparto pubblico – prosegue Tremonti - abbiamo lasciato fuori dai tagli la sanità, la scuola, la ricerca, la cultura e il 5 per mille”.

L'articolazione della manovra si concentra dunque sui tagli alla spesa e in misura minore su nuove imposte. Sul fronte delle maggiori entrate i redditi sopra i 90 mila euro saranno chiamati a una addizionale Irpef del 5%,  per quelle superiori ai 150 mila la soglia salirà al 10%. Salirà al 20% la tassazione sulle rendite finanziarie con l'esclusione dei titoli di Stato.

Negative le reazioni dell’opposizione. “C’è una forte preoccupazione: questa è una manovra a carico dei ceti popolari e dei ceti medi”,  dice il leader del Pd Pier Luigi Bersani “Qui non c’è nessuna ristrutturazione. E’ solo l'anticipo di misure che da tutti i mercati erano state giudicate come inadeguate. “Se le anticipazioni di queste ore corrispondono alla realtà, questa manovra, seppur necessaria, si presenta priva di elementi strutturali e infarcita di tasse e balzelli che colpiranno in particolare i ceti medi e le famiglie italiane” dice Gianluca Galletti, capogruppo vicario dell'Udc alla Camera.

“Finalmente il governo ha mostrato le carte. Carte piene sia di ombre sia di luci, vista la situazione disastrosa in cui versa il sistema economico-finanziario del nostro paese, l’Italia dei Valori  ha il dovere di fare la sua parte, affrontando il provvedimento nel merito”, afferma Antonio Di Pietro. Delusi gli enti locali che dovranno fronteggiare tagli per 9 miliardi entro il 2013. Sul piede di guerra i sindacati, che chiedono che a pagare i sacrifici maggiori non siano lavoratori e pensionati. Con la Cgil pronta a dichiarare sciopero generale.