25/01/2021
16/12/2009

Berlusconi
torna a casa

Il premier Silvio Berlusconi sara' dimesso oggi pomeriggio dall'Ospedale San Raffaele di Milano. I medici gli hanno consigliato quindici giorni di riposo assoluto nei quali sarebbe meglio che non partecipasse a manifestazioni pubbliche

La terza notte di ricovero al San Raffaele di Milano del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è passata tranquillamente, dopo l'aggressione subita domenica scorsa che gli ha provocato un trauma facciale. Anche se al risveglio,come sempre poco prima delle 7, il premier ha accusato un pò  di mal di testa e di un riacutizzarsi di un dolore al collo, ma ha chiesto di leggere la rassegna stampa di Palazzo Chigi.
 
Secondo quanto era stato detto ieri, il Cavaliere lascerà oggi l'ospedale nel primo pomeriggio, ma l'ultima parola spetta al suo medico di fiducia, che si pronuncerà nelle prossime ore. Comunque il Premier dovrà restare per 15 giorni lontano dagli impegni pubblici.
 
Intanto, ieri sera gli hanno augurato pronta guarigione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso.
Barack Obama, ha affermato di aver trovato Silvio Berlusconi "in ottime condizioni di spirito". Il presidente Usa ha augurato al premier italiano una rapida guarigione, dopo la "malvagia aggressione" subita. "Il presidente Obama ha poi ringraziato il premier Berlusconi per la leadership mostrata sull'Afghanistan" ha precisato il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale, Mike Hammer.
 
E, sempre ieri, il Cavaliere ha inviato un messaggio sul sito Web del Pdl. "State tutti sereni e sicuri perchè l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio". Berlusconi ha ringraziato poi le "tantissime" persone che hanno inviato "messaggi di solidarietà e vicinanza".

Ma è duro scontro tra le parti politiche, dopo le parole pronunciate ieri da Cicchitto, criticate anche dal presidente della Camera.
 
CICCHITTO. "La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio - attacca -: ognuno si assuma la propria responsabilità". "un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, da quel terrorista mediatico di nome Travaglio, da alcuni pm che vanno in tv a parlarne, da un partito, Italia dei Valori e dal suo leader Di Pietro, da qualche settore giustizialista, onorevole Bersani, del suo partito".
 
Le parole di Cicchitto non sono piaciute al presidente della Camera. Gianfranco Fini ha chiamato Silvio Berlusconi al San Raffaele di Milano all'ora di pranzo, dopo il dibattito avrebbe espresso al premier il suo disappunto e la sua delusione per l'intervento di Fabrizio Cicchitto.

DI PIETRO.
Anche per il leader dell'IdV, si rischia di incendiare ulteriormente il clima, già incandescente. Di Pietro: "Non ci faremo intimidire. Noi non facciamo opposizione in odio a Berlusconi ma per amore del nostro Paese - ha detto il leader dell'Italia dei Valori -. Da quindici anni ci battiamo contro provvedimenti che offendono le coscienze. Questo crea odio, questo arma la mano istigata da problemi di una maggioranza e un governo che piegano il Parlamento a proprio uso".
 
Intanto Giovedì arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri due proposte: una che intende inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni, l'altra per valutare l'oscuramento dei siti internet che inneggiano all'odio.
 
CASINI.  Ma da più parti si alzano le voci contro una censura del web. Per Casini, "la solidarietà è doverosa, ma diciamo no alle strumentalizzazioni o alle intimidazioni che rischiano di alimentare nuove campagne di odio". Il leader dell'Udc  ha affermato: "Sarebbe sbagliatissimo e ancora più sbagliata sarebbe la censura sui giornali". "Occorre isolare i violenti senza se e senza ma e - conclude -, doppiopesismi e ambiguità non sono consentiti. Occorre riprendere a lavorare con sobrietà". E sulla sicurezza del premier: "Ribadiamo la fiducia nel ministro Maroni e siamo fiduciosi che approfondirà questi aspetti".