26/01/2021
10/03/2011

Riforma Giustizia
avanti tutta

Oggi il consiglio dei Ministri ha dato via libera all'unanimità al disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia. Ricordiamo quali dovrebbero essere i principali cambiamenti apportati dalla “riforma epocale”, come l’ha definita Silvio Berlusconi

Ieri il ministro Angelino Alfano era salito al Colle per illustrare al Presidente della Repubblica la bozza di riforma della giustizia. Oggi la riforma sarà all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Al termine dell’incontro Alfano si è detto molto soddisfatto: “E’ andato bene, il capo dello Stato ha fatto considerazioni generali”. Infine il ministro ha detto che sono state “recepite le indicazioni”.

Oggi il consiglio dei Ministri ha dato via libera all'unanimità al disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia.

Ricordiamo quali dovrebbero essere i principali cambiamenti apportati dalla “riforma epocale”, come l’ha definita Silvio Berlusconi.
 
Due Consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e l'altro per i Pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Capo dello Stato.

Come il Csm, anche la nuova Corte di disciplina dei magistrati sarà divisa in due, una sezione per i giudici e una sezione per i pubblici ministeri. I componenti di ciascuna sezione saranno nominati per metà dal Parlamento in seduta comune e per metà da tutti i giudici e Pm (previo sorteggio degli eleggibili). La Corte di disciplina eleggerà un presidente e ciascuna sezione a sua volta un vicepresidente tra i componenti nominati dal Parlamento. La legge - secondo la nuova versione dell'art. 105 bis della Costituzione contenuto nella bozza -"assicura l'autonomia e l'indipendenza della Corte di disciplina e il principio del giusto processo nello svolgimento della sua attività".

E, novità dell'ultima ora, il fatto che "I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti, al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato". Questo vuol dire che le toghe potrebbero essere chiamate a rispondere di tasca propria dai cittadini che potranno citare in giudizio direttamente loro e non lo Stato, come invece avviene adesso.  

Ma l'opposizione non vede di buon occhio questi cambiamenti, che vengono definiti l'ennesimo tentativo di fare leggi ad personam a favore del premier. Il segretario del Pd Bersani osserva: "O si fanno leggi ad personam o si prospettano riforme costituzionali negative, che non approderanno a nulla. Non ci si preoccupa mai del funzionamento della giustizia per i cittadini, la giustizia è la cosa di cui si è parlato di più da quando c'è Berlusconi, ma in cui si è fatto di meno per modernizzare il servizio". Bersani si dice allibito di come il governo, in una crisi economica così grave, non si concentri "su fenomeni di gravità enorme come occupazione, controllo dell'inflazione e del debito".

Per il procuratore aggiunto di Milano Armardo Spataro la bozza di riforma della giustizia sembra incompatibile con la Costituzione: "Ciò che sta accadendo in questi giorni, quello che si legge sui giornali, sembra essere incompatibile con la Costituzione".