22/07/2014
10/12/2009

Un Nobel
per sperare

Barack Obama a Oslo, riceverà oggi il Nobel per la Pace. Il presidente Usa che si è ispirato a King e a Mandela ha dichiarato che ritirerà le truppe dall'Afghanistan nel 2011

Barack Obama, dopo Nelson Mandela, Michail Gorbaciov, Aung San Suu Kyi e Martin Luther King. A un anno dall'elezione a presidente degli Stati Uniti, Obama  riceverà ad Oslo il premio Nobel per la Pace. C'è tanta attesa per il discorso che terrà il Premier Usa, che ha ammesso di sentire di non meritare quell'onore ma che lo accettava come "chiamata ad agire" e a proseguire sulla strada iniziata appena nove mesi prima.
 
Il  Presidente degli Stati Uniti terrà oggi - nelle stesse ore in cui dalla Nord Carolina i primi rinforzi della nuova strategia militare americana si preparano a partire per l’Afghanistan- uno dei discorsi più difficili della sua carriera, affrontando il tema dell'apparente contraddizione di un riconoscimento di Pace dato ad un leader in guerra. Il conferimento del Nobel giunge infatti a una settimana dall’annuncio della Casa Bianca dell’invio di altri 30 mila uomini a Kabul, ma Obama considera infatti la guerra in Afghanistan e ad Al Qaida un elemento importante "della sua più ampia ricerca della pace", spiegano dalla Casa Bianca.

"So che altri lo avrebbero meritato più di me. Il mio obiettivo è di continuare su un cammino che non è importante solo per gli Stati Uniti ma per una pace duratura e per la sicurezza di tutto il mondo. In primo luogo l'impegno per avere un mondo libero dalle armi nucleari e poi per la stabilizzazione dell'Afghanistan" da cui, garantisce, gli Usa si ritireranno a partire dall'estate del 2011. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha esordito così, nella prima conferenza stampa appena giunto ad Oslo con la first lady Michelle per ricevere oggi il premio Nobel per la pace. "E' fondamentale la connessione tra la crisi economica e pace".
 
Intanto però calano i consensi in America.  Ricevere il più importante riconoscimento internazionale per la pace non sembra paradossalmente aver giovato all'immagine del presidente tra i suoi concittadini. Appena il 26% degli americani ritiene infatti che la scelta del comitato del Nobel sia stata giusta, una cifra che crolla all'8% se si considerano le risposte dei soli repubblicani.
 
L'ex presidente Fidel Castro ha accusato oggi il presidente statunitense Barack Obama di essere stato "cinico" per aver accettato il Nobel per la Pace "quando ormai aveva deciso di portare la guerra in Afghanistan fino alle ultime conseguenze".
Nel discorso a West Point dello scorso primo dicembre, Fidel nell'articolo pubblicato oggi su Internet ha attaccato Obama per "non aver detto una parola sulle centinaia di migliaia di persone, compresi bambini e anziani, che sono morte in Iraq e Afghanistan e i milioni di iracheni e afghani che soffrono le conseguenze della guerra senza alcuna responsabilità nei fatti successi a New York".  
 
Ma se da un lato è forte la polemica, dall'altro a Giacarta, capitale dell'Indonesia è tanta l'ammirazione per Obama che è stata inaugurata una statua, proprio nella zona che Obama frequentava negli negli anni in cui ha vissuto insieme alla madre in Indonesia dal 1967 al 1971.