25/01/2021
20/01/2011

Berlusconi
vorrei ma non posso

Attaccare i magistrati e convincere il popolo della sua innocenza. E' questo il senso del nuovo video messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nel giro di pochi giorni si presenta per la seconda volta davanti agli italiani per dare la sua versione dei fatti sul caso Ruby e affermare che i magistrati, testuale, “meritano una punizione”

Attaccare i magistrati e convincere il popolo della sua innocenza. E' questo il senso del nuovo video messaggio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nel giro di pochi giorni si presenta per la seconda volta davanti agli italiani per dare la sua versione dei fatti sul caso Ruby e affermare che i magistrati, testuale, “meritano una punizione”.

"Mi si contestano rapporti sessuali con una ragazza minore di 18 anni", ha detto il premier. "Questa ragazza ha dichiarato agli avvocati e mille volte a tutti i giornali italiani e stranieri che mai e poi mai ha avuto rapporti sessuali con me e che si era presentata, creduta da tutti come risulta da numerosissime testimonianze, come una egiziana ventiquattrenne, inoltre sia lei sia il suo avvocato hanno radicalmente smentito di aver richiesto o ricevuto offerte di denaro".

E a discolpa di quanto gli si contesta, Berlusconi legge le dichiarazioni di Ruby: "Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l'onorevole Silvio Berlusconi. Nessuno, né l'onorevole Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l'on. Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che, invece, ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, una somma di denaro. Quando ho conosciuto l'on. Berlusconi, gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in  particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana. Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo".

Poi parte il durissimo attacco alla Procura di Milano: "cercano di sovvertire il voto popolare. E' stata messa in atto una operazione degna della lotta contro la mafia e la camorra - ha affermato il leader del Pdl - Nel corso dell'inchiesta sono state commesse violazioni di legge incredibili che vanno contro i più elementari principi costituzionali. Vorrei andare subito dai giudici, ma non posso presentarmi da giudici che non hanno competenza né funzionale né territoriale. I pm di Milano non sono legittimati ad indagare".

E' su questo assunto che il terzo polo ritiene che quella di Berlusconi sia una vera e propria “dichiarazione di guerra alla magistratura”. Casini e Fini invocano “Dimissioni o voto”. E Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc: "Siamo fortissimi e siamo pronti alle elezioni". Francesco Rutelli rilancia: "Scaldiamo i motori perché si è rotto il rapporto di fiducia tra Berlusconi e gli italiani".

Il Pd invece non chiede elezioni anticipate, ha chiarito il segretario Pier Luigi Bersani, “non le temiamo ma non togliamo a Berlusconi le castagne dal fuoco. È lui che deve levare dall'imbarazzo se stesso e il Paese, vada dai giudici da dimissionario e poi si rimetta alle decisioni del capo dello Stato".


Nella maggioranza è la Lega a parlare in difesa del governo: "dimissioni? Ci interessano fatti e sostanza. Il governo prosegue lungo il cammino delle riforme e al primo punto c’è il federalismo fiscale, che tanto serve al paese per andare avanti e non restare fermo".