25/01/2021
08/09/2009

Adesso è Fini
nel mirino di Feltri

Dopo l'attacco di Feltri a Fini, resta alta la tensione nel Pdl malgrado la presa di distanze di Berlusconi dal Giornale

Terminata la missione contro la Conferenza episcopale Italiana, Vittorio Feltri cambia bersaglio e passa all'attacco del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Nel suo editoriale di ieri il direttore de Il Giornale apostrofava Fini come "compagno" "vergognoso" e "ridicolo".
"Sei ancora di destra o da quella parte ti sei fatto superare da Berlusconi? Non è una domanda provocatoria. Nasce piuttosto da una constatazione. Sulla questione degli immigrati parli come un vescovo. Sul testamento biologico parli invece come Marino, quello della cresta sulle note spese dell'Università da cui è stato licenziato". La domanda di Vittorio Feltri, non è affatto retorica, così come non lo sono le critiche mosse al Presidente della Camera.

LE PAROLE DI FINI.
"È un attacco nella natura di Feltri", è stata la prima impressione del presidente della Camera. "Ma soprattutto una nuova puntata che conferma il clima di imbarbarimento nel quale siamo caduti e che avevo denunciato dal palco della festa Pd di Genova. Come mi sento io? Bisognerebbe chiedere a Berlusconi, come si sente".

BERLUSCONI SI DISSOCIA. Dal canto suo il Presidente del consiglio si dissocia dal direttore del quotidiano di famiglia: "Come si può ben immaginare non ero a conoscenza dell'articolo del dottor Feltri sul Presidente Fini apparso oggi su Il Giornale - scrive il premier - articolo di cui non posso condividere i contenuti. Confermo invece al Presidente Fini la mia stima e la mia vicinanza".

SOLIDARIETA' A FINI. Con la terza carica dello stato sono solo i finiani di stretta osservanza: dal direttore della fondazione Farefuturo Campi, al vicepresidente del Pdl alla Camera, Bocchino, dal ministro Ronchi alla collega Meloni, al direttore del Secolo d’Italia Flavia Perina. Per il ministro La Russa: "in tante occasioni ho sostenuto il diritto di Vittorio Feltri a fare giornalismo anche con toni non 'political correct'  ma l'ampio editoriale dedicato a Fini di oggi credo che parta da presupposti sbagliati e conduca a conclusioni errate". "È sbagliato ritenere che Fini si sia rivolto specificatamente a lui parlando di killeraggio giornalistico", afferma il ministro. "Ero presente a Mirabello e il riferimento era al crescente uso in tutto il giornalismo degli attacchi feroci non alle idee non condivise ma alle persone che le professano. Partendo da questa premessa ingannevole, Feltri rimprovera Fini di avere su alcuni temi idee diverse da quelle professate un tempo. Ma il direttore - prosegue La Russa - in realtà conosce benissimo il vecchio adagio che anche in politica 'solo i paracarri stanno fermi' e che il nuovo ruolo di presidente della Camera consente a Fini, o forse gli impone, di non misurare col metro della opportunità le sue posizioni, ma di cercare di proiettarle verso un futuro possibile".

Per l'ex braccio destro di Fini, Francesco Storace, leader della Destra, "è partita la manovra per far fuori Fini.