29/10/2020
22/10/2009

Nave veleni
Mare Oceano rientra

Il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, ha illustato alla Camera le attività in corso sullle 'navi dei veleni' al largo della Calabria. Intanto Mare Oceano, la nave inviata dal Ministero è stata costretta a rientrare sottocosta a causa del maltempo.

La Mare Oceano, la nave inviata dal Ministero dell'Ambiente per compiere rilievi sulla zona del relitto individuato a Cetraro è stata costretta a rientrare sottocosta a causa del maltempo. Tutta la zona e' interessata da mare grosso, vento e pioggia. Condizioni che hanno reso impossibile l'inizio delle attività di ricerca sul relitto che avrebbero dovuto cominciare oggi. In un primo momento la nave sembrava fosse destinata a rientrare a Vibo Marina, ma poi, per evitare di impiegare troppe ore per il rientro, è stato deciso di farla fermare sottocosta. Nelle prossime ore sulla nave dovrebbe salire la Commissione di inchiesta sulle ecomafie che sta compiendo una serie di sopralluoghi in Calabria.


"La gravità dei profili emersi nella vicenda richiede attenzione e precisione nella pianificazione degli interventi che il governo intende attivare". Lo conferma il sottosegretario al ministero dell'Ambiente Roberto Menia, nell'informativa del governo letta in Aula alla Camera sulle attività in corso per indagare sul caso delle 'navi dei veleni' affondate a largo delle coste calabresi.


Nell'area di fronte a Cetraro (Cosenza) Arpacal "ha identificato in particolare le dimensioni e la posizione del relitto sommerso- spiega Menia- che giace in posizione sud-ovest nord-est con una sagoma di circa 100 metri ed una larghezza di 20 stimati, con un'altezza del fondo di circa 10 metri". Un robot munito di telecamera, il cosiddetto Rov, ha effettuato riprese video, e "attorno al relitto sono adagiate strutture metalliche di vario tipo- spiega il sottosegretario all'Ambiente- verosimilmente riconducibili a materiale derivato dal ponte nave: travi, funi, fusti, altro materiale". Dati questi ricavati "a 283 metri di profondità, a 11,8 miglia dalla costa", precisa Menia. L'esplorazione "è stata ovviamente solo esterna- sottolinea il sottosegretario- e non e' stato possibile accedere alle stive, che sono in buona parte insabbiate, ne' è stato possibile con quei mezzi effettuare un campionamento di sedimenti per prove analitiche".

"Si è supposto che si tratti del mercantile 'Cunsky', utilizzato dalla 'ndrangheta per il trasporto di fusti radioattivi- precisa il sottosegretario al ministero dell'Ambiente Roberto Menia nave che sarebbe stata affondata nel 1992, questo almeno secondo quanto afferma il collaboratore di giustizia Francesco Fonti". Le dichiarazioni "del pentito, o cosiddetto pentito Fonti- aggiunge- rese anche attraverso interviste giornalistiche hanno sollevato non solo attenzione ma grave allarme sulla pericolosità della vicenda". Ora, conclude Menai, "sono richieste indagini approfondite sia sulla terraferma, suolo e
sottosuolo, sia sull'area marina interessata".